Consumatori, città, imprese: in Spagna la sostenibilità viaggia a cerchi concentrici
di Mamen Lucio, Cinco Dias
4' di lettura
4' di lettura
Il nuovo modello energetico si sviluppa a cerchi concentrici. Rispondendo al cambiamento di paradigma, cittadini, organizzazioni, città, politici e imprese stanno ridisegnando le loro attività e strategie. Sono costrette dalla sempre più rapida decarbonizzazione delle economie e dall'incertezza causata dal cambiamento climatico. Dopo anni di dibattiti, i costi delle energie rinnovabili sono scesi, e queste sono diventate delle alternative concrete. Gli investimenti nel fotovoltaico e l'eolico stanno disegnando il percorso da seguire, ma c'è ancora tanta strada da fare.
Secondo l'azienda di consulenza energetica Wood Mackenzie, nel 2017 le cinque aziende petrolifere più grandi del mondo hanno speso il 3% dei loro ricavi in fonti di energia rinnovabili. Per pareggiare gli investimenti in petrolio grezzo e gas, dovrebbero investire 350 miliardi di dollari nei prossimi 18 anni. L'aumento del prezzo del petrolio accresce il senso di urgenza – la Spagna non è scampata alla tendenza d'inflazione, con prezzi di energia e gas in crescita lo scorso autunno. Secondo l'Ong energetica Enerclub, “le condizioni climatiche negative del primo trimestre del 2018 e una crescita della domanda” indicano che l'aumento dei prezzi non si fermerà.
In questo scenario, ha senso cercare di attivarsi. Gli apripista sono i consumatori, che plasmano la domanda o addirittura producono energia – ma anche le imprese, che mettono in pratica le loro capacità di pianificazione e costruzione. Le linee guida europee richiedono di costruire un nuovo modello energetico sui principi della generazione distribuita, auto-consumo, contatori intelligenti, abitazioni a basso impatto energetico, reti efficienti e veicoli elettrici, eccetera. “Sarebbe opportuno avere un'impostazione dal basso: il potere passerebbe di mano, e potrebbero prendere il via nuovi parchi solari,” dice Mario Sánchez-Herrero della Piattaforma per un Nuovo Modello Energetico (PxNME), una organizzazione spagnola che riunisce Ong, partiti politici e imprese. “Una casa non si costruisce partendo dal tetto.”
Dal nuovo modello sono nate cooperative di distribuzione come SOM Energía,
Goiener ed Energética. Assomigliano ai loro omologhi europei, e sperano di produrre energia rinnovabile a sufficienza per il fabbisogno dei loro membri.
E se costruire una casa partendo dal tetto in genere non è una buona idea, costruire il tetto giusto può essere fondamentale. “Un tetto a pannelli fotovoltaici può produrre il 49% di energia in più in Spagna rispetto al nord Europa; però si possono ricavare solo 4,000 MW di energia potenziale dai 100,000 pannelli solari che sono stati installati finora,” dice l'esperto.
Il comune di Madrid ha preparato una tabella di marcia che tiene in considerazione lo spazio disponibile sulle terrazze di circa 900 edifici pubblici: circa 1,2 miliardi di metri quadrati. Di questi, si possono installare pannelli fotovoltaici su quasi 735 mila metri quadrati, per una portata potenziale di 75MW – il 61% del fabbisogno energetico complessivo che ci si aspetta entro il 2030. Secondo le stime, il progetto costerà circa 96.5 miliardi di euro (111.2 miliardi di dollari).



