Investimenti

Consulenti. Un terzo dei bancari pensa al cambio di carriera

Tra coloro che stanno valutando il passaggio il 44% proviene da grandi istituti

di Gianfranco Ursino

(ra2 studio - stock.adobe.com)

3' di lettura

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Il valore e il ruolo sociale della consulenza agli investimenti richiedono alle banche che gestiscono il risparmio degli italiani di sviluppare brand robusti per consolidare il patto di fiducia con i clienti e l’intero mercato.

La reputazione e la credibilità delle reti di consulenza finanziaria passano anche attraverso la conoscenza e l’immagine del loro brand, contribuendo a valorizzare la professione del consulente finanziario, a espandere il numero di clienti serviti e ad attirare professionisti dal mondo bancario, nonché giovani talenti.

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Ma quanto incide il brand delle reti di consulenza finanziaria nell’attrarre i professionisti più affermati del settore? È molto importante, considerando le stime della ricerca condotta da Assoreti con Finer. Su un campione di oltre 500 bancari intervistati, il 34% dichiara di essere disponibile a valutare una carriera come consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede. Tra coloro che stanno considerando questo passaggio, il 38% sono uomini e il 29% donne che operano attualmente come private banker e gestori bancari. Si tratta principalmente di professionisti con età compresa tra i 30 e i 40 anni (38%), seguiti da profili più senior fino ai 50 anni (35%). In entrambi i casi, più della metà (52%) detiene già un portafoglio clienti e proviene da grandi (44%) o medie (32%) realtà bancarie.

Quali fattori vengono presi in considerazione per la scelta della banca rete dove fare il consulente finanziario?

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Quali aspetti reputa importanti nella scelta della banca rete che prenderebbe in considerazione per fare il consulente finanziario?

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L’afflusso di nuovi talenti interessati a entrare nell’industria proviene principalmente dal Nord Italia (43%) - in linea con la maggiore concentrazione di grandi gruppi - ma anche dal Sud (34%), che supera il Centro di quasi il 15%. Ma cosa li spinge ad entrare in una banca rete? Il 67% del campione considera la stabilità e solidità dell’istituzione un prerequisito fondamentale per valutare un cambio, seguito dalla centralità del consulente (64%) e da fattori di immagine aziendale come la competenza del management a capo della struttura (62%). In generale, se i fattori legati all’immagine aziendale incidono nella scelta per il 24%, il 28% considera quelli legati al “capitale umano”.

L’attenzione rivolta ai dipendenti (47%), ai clienti (44%) e agli investimenti nella formazione continua e nell’aggiornamento dei professionisti (40%) sono considerati elementi prioritari. Resta al centro anche l’attenzione per i prodotti e i servizi offerti (23%), con il 49% che considera importante un’offerta superiore sul mercato e un servizio patrimoniale oltre che finanziario alla consulenza.

«L’analisi restituisce un quadro molto interessante se comparato con l’opinione di chi già opera nelle reti - afferma Marco Tofanelli, segretario generale Assoreti -. I fattori che influenzano la scelta di ingresso di professionisti esterni, e quindi la solidità della banca e di conseguenza l’attrattività del sistema. Ciò rende evidente la corretta rappresentazione che le reti stanno avviando non solo verso le famiglie, ma anche verso i primi clienti, dipendenti e professionisti, che operano al servizio del risparmio del Paese».

«Secondo l’indagine - dichiara Nicola Ronchetti, Ceo di Finer - rispetto alle banche tradizionali, le banche reti riflettono elementi distintivi di grande rilievo: un management competente e capace, la centralità del consulente finanziario, la capacità di offrire consulenza patrimoniale a famiglie e imprese. Nonostante il lavoro ancora in potenziale espansione, il valore del brand e la capacità di saperlo comunicare sono diventati un pilastro importante nel posizionamento dell’industria verso tutti gli stakeholder. I risultati anche in termini di attrattività della professione restituiscono un’immagine in linea con il posizionamento percepito sul mercato, frutto di un impegno avviato anche in termini di maggiore comunicazione esterna dei propri valori distintivi».

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  • Gianfranco Ursino

    Gianfranco UrsinoResponsabile Plus24

    Luogo: Milano

    Argomenti: Fondi comuni, Etf, Assicurazioni, Conti correnti, Conti deposito, Mutui, Polizze fideiussorie, Anatocismo, Usura, Risparmio postale, Libretti Coop, Banche, Borsa, Consob, Banca d’Italia, Abf, Acf, Oam, Ocf, Consulenza finanziaria, Fondi pensione, Casse di previdenza, Fintech

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