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Conio ottiene licenza MiCAR: via libera ai servizi cripto e alla tokenizzazione

di Vito Lops

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Conio ha ottenuto in Italia l’autorizzazione MiCAR per operare come Crypto Asset Service Provider (CASP), entrando così nel gruppo degli operatori che potranno continuare a offrire servizi legati agli asset digitali anche dopo la fine del regime transitorio prevista il 30 giugno 2026.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

La società, partecipata da Poste Italiane e Banca Generali, è attiva dal 2015 nello sviluppo di infrastrutture blockchain per la custodia e la gestione di asset digitali. Nel corso degli anni ha costruito un’offerta rivolta sia alla clientela retail sia agli operatori professionali. Oggi dichiara oltre 450 mila clienti e una presenza crescente nei progetti dedicati alla tokenizzazione di attività finanziarie e reali.

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L’autorizzazione arriva al termine di un iter che ha coinvolto Consob e Banca d’Italia nell’ambito dell’applicazione del regolamento europeo Markets in Cripto-Assets, il quadro normativo che disciplina il settore delle cripto-attività nell’Unione Europea. Con l’entrata a regime della normativa, gli operatori che non avranno ottenuto una licenza CASP non potranno più offrire determinati servizi cripto all’interno del mercato europeo.

Per Conio il via libera rappresenta soprattutto un passaggio necessario per continuare a sviluppare le attività già avviate negli ultimi anni. La società opera infatti in diversi segmenti della filiera degli asset digitali. Sul fronte retail offre servizi di custodia e amministrazione di criptovalute tramite la propria applicazione. Sul fronte business mette invece a disposizione infrastrutture e soluzioni white label destinate a banche, fintech e altri intermediari finanziari interessati a integrare servizi cripto all’interno delle proprie piattaforme.

L’altro ambito di sviluppo riguarda la tokenizzazione, uno dei temi che sta attirando crescente attenzione da parte del settore finanziario. Con il termine tokenizzazione si intende la rappresentazione digitale su blockchain di attività finanziarie o reali, dai titoli obbligazionari ai fondi fino a beni fisici e crediti commerciali. Secondo numerose stime internazionali, questo mercato potrebbe registrare una crescita significativa nel prossimo decennio grazie alla possibilità di rendere più efficienti i processi di emissione, trasferimento e regolamento degli asset.

In questo contesto Conio punta a fornire infrastrutture tecnologiche e servizi di supporto a istituzioni finanziarie e imprese interessate a sviluppare progetti basati sulla tecnologia blockchain. L’azienda segnala di essere attiva non soltanto nel settore finanziario ma anche in ambiti quali energia, collectibles digitali e Real World Asset (RWA).

L’ottenimento della licenza assume rilievo anche per il mercato italiano nel suo complesso. L’entrata in vigore del MiCAR rappresenta infatti uno dei cambiamenti regolamentari più significativi per il settore delle criptovalute dalla nascita di Bitcoin. L’obiettivo della normativa europea è creare un quadro uniforme per tutti gli Stati membri, introducendo requisiti in materia di governance, controlli interni, tutela degli investitori, gestione dei rischi e contrasto al riciclaggio.

«In un ambito strategico come quello dei digital asset, che riguarda la custodia del valore, la finanza del futuro e anche la competitività tecnologica dei sistemi nazionali, è fondamentale che l’Italia possa contare su realtà in grado di innovare e sviluppare competenze», osserva Christian Miccoli, amministratore delegato e fondatore di Conio.

Per banche e intermediari tradizionali il nuovo quadro normativo riduce parte dell’incertezza che negli ultimi anni aveva rallentato lo sviluppo di iniziative legate agli asset digitali. Molti istituti stanno infatti valutando come integrare nei propri servizi attività quali custodia di criptovalute, tokenizzazione di strumenti finanziari e utilizzo della blockchain per l’efficienza operativa.

L’interesse del settore finanziario per queste tecnologie continua nel frattempo a crescere. Negli ultimi mesi numerosi gruppi bancari europei hanno annunciato sperimentazioni e progetti dedicati alla tokenizzazione di obbligazioni, fondi e altri strumenti finanziari. Parallelamente cresce l’attenzione verso i cosiddetti Real World Asset, ossia la trasformazione in token digitali di attività esistenti nel mondo reale.

La tokenizzazione è considerata da molti operatori una delle applicazioni più promettenti della tecnologia blockchain. La possibilità di creare rappresentazioni digitali di attività tradizionali potrebbe infatti ridurre i costi amministrativi, accelerare i tempi di regolamento e ampliare l’accessibilità a determinati investimenti. Restano tuttavia aperte diverse sfide legate agli aspetti normativi, alla standardizzazione tecnologica e all’interoperabilità tra le diverse piattaforme.

La vera partita si giocherà sulla capacità di banche, imprese e investitori di individuare applicazioni concrete per gli asset digitali e la tokenizzazione, trasformando una tecnologia finora rimasta in larga parte confinata agli ambiti sperimentali in strumenti utilizzati su scala più ampia dal sistema finanziario.

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