In questo contesto Conio punta a fornire infrastrutture tecnologiche e servizi di supporto a istituzioni finanziarie e imprese interessate a sviluppare progetti basati sulla tecnologia blockchain. L’azienda segnala di essere attiva non soltanto nel settore finanziario ma anche in ambiti quali energia, collectibles digitali e Real World Asset (RWA).
L’ottenimento della licenza assume rilievo anche per il mercato italiano nel suo complesso. L’entrata in vigore del MiCAR rappresenta infatti uno dei cambiamenti regolamentari più significativi per il settore delle criptovalute dalla nascita di Bitcoin. L’obiettivo della normativa europea è creare un quadro uniforme per tutti gli Stati membri, introducendo requisiti in materia di governance, controlli interni, tutela degli investitori, gestione dei rischi e contrasto al riciclaggio.
«In un ambito strategico come quello dei digital asset, che riguarda la custodia del valore, la finanza del futuro e anche la competitività tecnologica dei sistemi nazionali, è fondamentale che l’Italia possa contare su realtà in grado di innovare e sviluppare competenze», osserva Christian Miccoli, amministratore delegato e fondatore di Conio.
Per banche e intermediari tradizionali il nuovo quadro normativo riduce parte dell’incertezza che negli ultimi anni aveva rallentato lo sviluppo di iniziative legate agli asset digitali. Molti istituti stanno infatti valutando come integrare nei propri servizi attività quali custodia di criptovalute, tokenizzazione di strumenti finanziari e utilizzo della blockchain per l’efficienza operativa.
L’interesse del settore finanziario per queste tecnologie continua nel frattempo a crescere. Negli ultimi mesi numerosi gruppi bancari europei hanno annunciato sperimentazioni e progetti dedicati alla tokenizzazione di obbligazioni, fondi e altri strumenti finanziari. Parallelamente cresce l’attenzione verso i cosiddetti Real World Asset, ossia la trasformazione in token digitali di attività esistenti nel mondo reale.