Confindustria, l’allarme delle imprese: scende l’inflazione ma la crescita è ferma. Meno credito con tassi alti
La nota del Centro studi sottolinea come la situazione per le imprese sia peggiorata anche se il costo della vita è sceso sotto il 2%
di Nicoletta Picchio
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Una crescita ferma. Il pil italiano è rimasto fermo nel terzo trimestre e anche all’inizio del quarto l’attività nei servizi è in lieve calo, come nell’industria. L’inflazione in Italia è finalmente tornata sotto il 2%, ad ottobre è all’1,7%, ma i tassi sono ai massimi e bloccano il canale del credito, frenando consumi e investimenti, mentre l’export aiuta poco. È lo scenario che emerge da Congiuntura Flash, la nota del Centro studi Confindustria. Il credito è troppo caro: la situazione per le imprese è peggiorata, il costo è salito al 5,35 a settembre, la caduta dei prestiti è arrivata al -6,7 annuo.
Imprese senza credito
Nel terzo trimestre 2023 la domanda ha continuato a ridursi per i tassi troppo alti e i criteri di offerta sono diventati più rigidi: sempre più imprese restano senza credito. Sono stabili comunque i prestiti in sofferenza, a 19,3 miliardi.
Frenano gli investimenti
Ciò si riflette sugli investimenti: la dinamica è in peggioramento, dopo il calo del secondo trimestre. Secondo Bankitalia nel terzo trimestre ci sarà una significativa frenata della spesa in beni di capitale. Tra i fattori di ostacolo più sentiti dalle imprese rimane la domanda debole e in ottobre si registra un nuovo calo della fiducia delle imprese di beni strumentali.
Costo dell’energia ancora basso
Con le guerre in corso, dice il Csc, sale l’incertezza, ma non il costo dell’energia, almeno finora, che è ben più alto però del periodo pre-crisi: a novembre gas e petrolio sono rispettivamente a 41 euro/mwh e 85$ al barile.
Scende l’inflazione
L’inflazione scende, grazie all’effetto “base” molto favorevole sui prezzi energetici. I prezzi core di beni e servici continuano a frenare, ma lentamente, +3,7, come quelli alimentari, +6,3. Sono valori non ancora pienamente in linea con la soglia del +2,0 per cento. Cosa succederà ai tassi? A novembre la Fed ha tenuto i tassi fermi, a 5,50; come a Bce a fine ottobre, 4,5. Lo scenario è che i tassi siano arrivati ai massimi. Ma Fed non ha escluso rialzi se la crescita Usa non frena e l’inflazione resta alta, e Bce non hanno escluso rialzi in caso di nuovi shock.









