Bonomi: in manovra concentrarsi su taglio cuneo, investimenti e riforme. Regole chiare per sicurezza sul lavoro
Oltre duemila gli invitati all’auditorium di Roma, tra imprenditori e rappresentanti delle istituzioni. L’associazione degli industriali “resta convinta che la mera introduzione di un salario minimo legale non basta. La via è la contrattazione, con misure sulla rappresentanza”, afferma il presidente
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I punti chiave
- Bonomi: rialzo tassi non sola soluzione, si limitano crescita e investimenti
- Banche e caro voli, no ad atti di imperio
- Mandato? Dispiace per occasione persa Patto per Italia
- L’importanza della democrazia
- Industrie sono fabbriche di coesione sociale e democrazia
- Capo dello Stato resti garante della Costituzione
- No a dialettiche divisive su forma Stato e governo
- Regole chiare e semplici per sicurezza sul lavoro
- Promuovere le condizioni per un diritto al lavoro effettivo
- Investire su scuola e politiche attive
- Salario minimo da solo non basta
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Nella prossima legge di bilancio «penso che come Paese dobbiamo lavorare e concentrarsi su tre cose» che sono redditi delle famiglie con il taglio strutturale del cuneo, spinta agli investimenti e riforme. Così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi durante la conferenza stampa seguita all’assemblea annuale. «Il Governo ha fatto un taglio del cuneo in corso d’anno, congiunturale perché altro era impensabile in corso d’anno; ora - ha detto Bonomi - auspichiamo che il Governo lo renda strutturale in questa legge di bilancio. Le risorse? Le imprese sono pronte a rinunciare a tutti i 14 miliardi di tax expenditure se tutte queste risorse vanno al taglio del cuneo fiscale».
Poi ha aggiunto: «Come secondo punto dobbiamo lavorare sul rilancio degli investimenti, crollati negli ultimi trimestri, dobbiamo stimolare sia pubblici che privati. I privati con il credito d’imposta, su quelli pubblici abbiamo uno strumento straordinario, il Pnrr e che va scaricato a terra subito. Terzo punto sono le riforme»
Bonomi: rialzo tassi non sola soluzione, si limitano crescita e investimenti
Bocciato l’ulteriore rialzo dei tassi deciso dalla Bce. «Noi imprese abbiamo la necessità di investire nelle nuove tecnologie, ma poi ci troviamo con la difficoltà di una politica che secondo me non è la sola strada per combattere l’inflazione. Non è che alzando i tassi risolvi automaticamente l’inflazione, ci sono anche altri strumenti. Io auspico che non si vada in recessione ma comunque questa politica vuol dire limitare la capacità di crescita e gli investimenti, stiamo compiendo un danno» ha detto il presidente di Confindustria Carlo Bonomi durante la conferenza stampa dopo l’Assemblea.
«Banche e caro voli, no ad atti di imperio»
Sempre in conferenza stampa Bonomi ha parlato anche di tassa sulle banche, nonché di caro voli. «Credo che mettere una tassa su una riga di bilancio sia un prelievo forzoso», ha detto il presidente di Confindustria, favorevole ad un eventuale “contributo di solidarietà”, ma con una finalità: va nella spesa pubblica corrente o a favore dei correntisti, ossia a chi in teoria sembrerebbe essere stato danneggiato». Ed è «lo stesso sul tema ’caro voli’, dove si va a incidere su un mercato unico europeo. Se intervieni per garantire una continuità territoriale su Sardegna e Sicilia che sono penalizzate» si può trovare la soluzione, non «intervenire di imperio».
«Mandato? Dispiace per occasione persa Patto per Italia»
«Non sono ancora a fine mandato, ho ancora 9 mesi e c’è tempo, in 9 mesi si fa un bambino» ha poi scherzato Bonomi al termine dell’assemblea pubblica 2023, l’ultima del suo mandato, con chi gli chiedeva un bilancio da presidente uscente. E poi ha risposto nel merito: «Non ho sassolini nella scarpa da togliermi. È stato un periodo difficile, complesso, non sta a me dire se lavorato bene o no ma abbiamo perso un po’ di competitività. Nel 2020 avevo proposto un Patto per l’Italia, c’erano tanti temi che potevamo affrontare insieme, gli incidenti sul lavoro e i contratti che non sono stati fatti, oggi siamo a discutere di salario minimo sì o no, mi dispiace perchè è stata un’occasione persa per il Paese».






