L’Italia, in questo senso, rappresenta bene il paradosso europeo. Da un lato, il cambiamento climatico rende il raffrescamento sempre più necessario; dall’altro, l’esigenza di ridurre i consumi energetici e preservare il patrimonio culturale impone limiti che rendono tutt’altro che semplice adattare edifici progettati per un clima ormai appartenente al passato.
Lituania, il problema è convincere il condominio
Anche in Lituania gli ostacoli sono soprattutto burocratici. Installare il motore esterno su un condominio equivale a modificare la facciata dell’edificio. Per questo serve non solo un’autorizzazione edilizia ma anche il consenso della maggioranza dei proprietari. Ottenere il via libera dei vicini rappresenta spesso la fase più difficile dell’intero iter.
Nei centri storici di Vilnius, Kaunas e Klaipėda le regole diventano ancora più rigide: le unità esterne non possono essere collocate sulle facciate principali e devono essere installate sui tetti o in cortili interni, con costi molto più elevati.
Il mercato, inoltre, soffre di una forte carenza di tecnici certificati. Ogni estate, con l’arrivo delle prime ondate di calore, le liste d’attesa per l’installazione arrivano a uno o due mesi. Molti cittadini continuano quindi a ricorrere ai condizionatori portatili, meno efficienti ma privi di autorizzazioni. Parallelamente stanno crescendo rapidamente le pompe di calore, incentivate dai programmi pubblici per la transizione energetica.
Francia, cresce il rischio delle truffe
La diffusione dell’aria condizionata sta producendo effetti inattesi anche in Francia: l’aumento della domanda durante le ondate di calore ha favorito la comparsa di numerosi siti internet fraudolenti che pubblicizzano falsi condizionatori o offerte inesistenti generate con l’intelligenza artificiale, approfittando della corsa all’acquisto da parte dei consumatori.