Intelligenza artificiale

Condivisione del valore strategico e adeguamento dell’organizzazione: priorità e vincoli per l’AI in azienda

Le indicazioni emerse dagli Stati generali della sostenibilità digitale segnalano le strategie opportune per l’adozione della tecnologia in ottica di sostenibilità, da rivalutare per il suo contenuto e il valore strategico

di P.Sol.

(Adobe Stock)

3' di lettura

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Passare da una visione dell’intelligenza artificiale come semplice tecnologia a una considerazione più ampia come suo contenuto e valore strategico da condividere con il management e accompagnato da un adeguamento dell’intera organizzazione interna, all’insegna di soluzioni sostenibili frutto di un confronto con i provider tecnologici.

Sono queste le priorità strategiche nell’utilizzo consapevole dell’intelligenza artificiale individuate dai C-Level delle 150 principali imprese italiane della community della Fondazione per la sostenibilità digitale riuniti nell’ambito degli Stati generali della sostenibilità digitale. L’obiettivo della rilevazione è quello di individuare le condizioni per sviluppare un approccio condiviso all’adozione dell’AI, analizzando i suoi impatti sull’organizzazione aziendale, analizzando le priorità e i vincoli legati all’adozione.

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Al primo posto tra le priorità, con un punteggio di 4,4 su 5, figura la necessità di favorire un approccio integrato e condiviso all’interno del management di prima fila delle aziende per poter perseguire una visione dell’AI come valore strategico per l’azienda, che vada oltre le semplici competenze tecniche grazie alla collaborazione tra le diverse funzioni aziendali. Questo implica che le aziende e i Cio adottino “un approccio all’AI come contenuto, non solo come tecnologia”.

Al terzo posto tra le priorità figura la condivisione organica con il resto dell’azienda, andando così a coordinare e trasformare l’organizzazione. È necessario infatti che il management sia in grado di diventare sempre più promotore di processi virtuosi, indicando gli elementi su cui è opportuno concentrarsi per sviluppare applicazioni, che “devono essere progettate considerando sia i contenuti tecnici sia le ricadute sociali, economiche e ambientali”.

Appaiato al terzo posto figura la policy aziendale: si tratta di identificare le aree in cui l’AI può essere applicata in conformità con le policy aziendali e con l’AI Act, per garantire un uso responsabile e allineato agli obiettivi di sostenibilità.

Al secondo posto come priorità strategica emerge il rapporto con Big tech, fondato sull’opportunità di strutturare rapporti strategici con i grandi provider tecnologici, identificando gli elementi distintivi di un’AI sostenibile che rifletta il patrimonio culturale e i valori dell’azienda, facendo riferimento ai valori individuati nel Manifesto per la sostenibilità digitale dell’AI.

Tra gli ostacoli da superare in questo percorso strategico, i C-Level indicano la necessità di un manager apposito, un chief artificial intelligence officer, messo nelle condizioni di coordinarsi con gli altri manager di prima fila, un’organizzazione definita con attribuzione di ruoli adeguati, il reperimento di competenze, la necessità di conformare le policy e di fare sistema per le scelte tecnologiche.

In questa chiave la priorità strategica numero uno sul breve termine viene individuata nella disponibilità di dati di qualità e della loro gestione. Utilizzare in modo sostenibile l’AI, in tutte le sue possibili declinazioni, non può infatti prescindere dall’accuratezza dei dati su cui viene applicata: tutto ciò passa da una consapevolezza generale sul valore dei dati e del ruolo che ciascuno dovrebbe avere nella loro gestione, attraverso un approccio metodologico strutturato e sicuro.

A seguire i manager hanno indicato le preoccupazioni legate alla sostenibilità dell’intelligenza artificiale: dalla promozione di un approccio sostenibile nel ciclo di vita delle tecnologie, a partire dalla definizione fino alla dismissione, alla definizione di criteri di valutazione del livello di sostenibilità delle soluzioni al bilanciamento con l’impatto ambientale dell’AI, sono tutti temi con cui le aziende devono imparare a fare i conti. Investendo su comprensione e consapevolezza diffusa all’interno dell’intera azienda.

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