Concerti: la verità, vi prego, su tour annullati e finti sold out
I casi Bresh e Rkomi, il post polemico di Federico Zampaglione e i dati del settore. Che, numeri alla mano, non è affatto scoppiato
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«Tutti quanti voglion fare jazz», recitava il testo di una celebre hit degli Aristogatti, recentemente riproposta dai Patagarri. I tempi, rispetto ad allora, sono sensibilmente cambiati: tutti quanti, tra quelli che fanno musica, voglion fare stadi e palazzetti, infrangere la barriera della venue grande, cavalcare la tigre del boom dei concerti che, dalla fine del lockdown a questa parte, ogni anno è un po’ più boom.
Annullamenti, riprogrammazioni, voucher
Sono giorni che leggiamo articoli secondo i quali, qui in Italia, sarebbe scoppiata la famigerata «bolla» dei concerti. In giro ci sono tour annullati, drastici spostamenti di venue e qualche sold out «drogato».
Bresh e Rkomi, per esempio, hanno annullato i loro tour estivi, uno per motivi organizzativi e l’altro per «scelte artistiche», Eiffel 65 e Benji & Fede hanno rinunciato al Forum di Assago, Tony Effe è stato dirottato dalla Fiera di Rho a Carroponte e persino il tour d’addio dei CCCP, un lungo addio che va avanti ormai da un anno e mezzo, dal Circo Massimo ha dovuto ripiegare sulla Cavea dell’Auditorium di Roma. Da una capienza potenziale di 13mila a quota 3mila spettatori.
Mettici pure il caso Elodie, questa storia dei voucher a 10 euro per riempire San Siro e «Maradona», vette impervie fino a quel momento mai tentate dalla ex concorrente di Amici. Quasi fosse una specie di remake 4.0 dei gloriosi tempi in cui, per spingere un evento non esattamente performante, ci si affidava ai cari vecchi bagarini che, sotto data, facevano secondary ticketing all’incontrario.
La «sceneggiatura» di Zampaglione
Poi è arrivato Federico Zampaglione, frontman dei Tiromancino, uno che in tour negli stadi non ci è mai andato (non che ci sia niente di male: neanche Fabrizio De André, il più grande di tutti, ci andava) eppure, da regista, diffonde sui social una «sceneggiatura», in un post «generico, quindi non riferito a nessuno in particolare ma ad una abitudine che da anni sta distruggendo il meccanismo dei concerti e molte carriere».








