Incentivi

Con la stretta dei bonus casa cresce solo l’incentivo standard

L’impoverimento degli altri aiuti spinge i beneficiari al 45,8% del totale

di Dario Aquaro e Cristiano Dell'Oste

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Tutto sul bonus ristrutturazioni. Nei modelli 730 presentati quest’anno c’è una sola detrazione che vede crescere in modo significativo il numero di beneficiari: l’agevolazione “standard” sul recupero edilizio. Tra il 2025 e il 2026 la quota dei utilizzatori sul totale dei contribuenti è passata dal 40,8 al 45,8%, con un aumento del 5 per cento.

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Stiamo parlando, in particolare, del bonus “standard” sui lavori di ristrutturazione, disciplinato dall’articolo 16-bis del Tuir, che di base vale il 36% e aumenta al 50% sull’abitazione principale. È su questa detrazione che sembrano aver decisamente puntato i contribuenti in un anno di agevolazioni “magre” come il 2025.

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Il trend emerge analizzando le dichiarazioni dei redditi di 742mila dipendenti e pensionati che si sono sempre rivolti agli uffici del Caf Acli per presentare il modello 730 tra il 2022 e il 2026.

Nel 45,8% di beneficiari sono compresi tutti coloro che hanno indicato una rata di spesa agevolata dal bonus ristrutturazioni nel modello 730/2026, sia per spese pagate nel 2025, sia per spese di anni precedenti. È chiaro allora che, se la percentuale aumenta rispetto alle dichiarazioni presentate l’anno scorso, vuol dire che coloro che sono “entrati” (detraendo quest’anno la prima rata) sono più numerosi di coloro che sono “usciti” (avendo detratto la decima rata nel modello inviato nel 2025).

Di fatto, il bonus ristrutturazioni sembra aver beneficiato dello stop o dell’impoverimento delle altre agevolazioni, dal sismabonus al superbonus.

Prendiamo il caso dell’ecobonus. È vero che i beneficiari nei modelli 730/2026 sono cresciuti leggermente (+0,1%) per il secondo anno consecutivo. Ma erano diminuiti nel 2023-24, con ogni probabilità perché molti avevano sfruttato il superbonus – decisamente più ricco – tramite la cessione o lo sconto in fattura. E la ripresa degli ultimi due anni è tutto sommato molto modesta e dimostra, se mai, che l’ecobonus ha pagato l’allineamento delle sue aliquote a quelle del bonus ristrutturazioni (36-50%). Detto in soldoni: se l’ecobonus non offre più lo sconto fiscale del 65%, perché caricarsi dell’aggravio di pratiche e requisiti tecnici a parità di detrazione? Certo, l’ecobonus conviene a chi interviene su fabbricati non abitativi e a chi sfora il tetto massimo di spesa agevolata dal bonus ristrutturazioni (96mila euro), ma gli importi medi detratti rilevati dal Caf Acli fanno pensare che questi siano casi rari: ai 1.394 euro del bonus ristrutturazioni corrisponde una spesa totale di 13.940 euro, cui fa il paio una cifra di 8.150 euro per l’ecobonus.

Tra le altre detrazioni, crescono i beneficiari del bonus barriere (+0,2%), che resta comunque assai poco usato (0,5% di tutti i contribuenti) ed è scaduto l’anno scorso: facile immaginare una mini-corsa ai pagamenti.

Lieve flessione di utilizzatori (-0,1%) e importo medio (da 340 a 335 euro) per il bonus mobili. Forse comincia a sentirsi l’effetto della riduzione della spesa agevolata a 5mila euro.

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