Con «SchooLol» la risata irrompe tra i banchi
«Nelle nostre scuole si ride troppo poco», dice Federico Taddia autore del libro insieme al fratello Filippo
4' di lettura
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«Nelle nostre scuole si ride troppo poco», scriveva Gianni Rodari. «L’idea che l’educazione della mente debba essere una cosa tetra è tra le più difficili da combattere». Nasce da questa riflessione sempre attuale l’ultimo libro di Federico e Filippo Taddia: “SchooLol - risate segrete a scuola”, edito da Mondadori. Una storia a metà fra Diario di una schiappa e libro di barzellette, ambientato in una scuola media in cui tutto è pensato per annoiare studenti e studentesse.
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«Ridere insieme vuol dire capirsi, avere lo stesso sguardo, parlare la stessa lingua, comprendersi, fare squadra, entrare in relazione, condividere una emozione, elaborare un’informazione, spiega Federico Taddia, conduttore di Radio 24 e autore televisivo. «Una risata può portare molta più autorevolezza del rigorismo fine a se stesso».
La password per entrare nella scuola del libro è Sb4d1gl1. Un scuola dove i presidi che si succedono si chiamano Calapalpebre, Pisolini, Dormibene. Scuola così noiosa che Alexa si finge scarica pur di non rispondergli. È così la scuola italiana?
Per fortuna la scuola italiana nella stragrande maggioranza dei casi non è così. La mia è una iperbole, un’esagerazione narrativa, per ricordare però che il rischio noia può essere sempre dietro l’angolo e che riuscire a creare in classe un clima divertito, coinvolgente e interattivo può creare una complicità positiva tra alunni e insegnanti. La scuola italiana non è noiosa, ma ci sono insegnanti che a volte danno la ’non noia’ come qualcosa di scontato, quando invece – e maestre e maestri lo sanno bene – è qualcosa da conquistare giorno per giorno.
In “SchooLol” la prof di matematica Gaia Radice si ribella alla scuola della noia e organizza di nascosto una gara di battute e risate a squadre, convinta che «la felicità è uguale alla somma di due sorrisi moltiplicati per la gioia che emanano». Dunque c’è una scuola che resiste?
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