Con la rinuncia all’eredità inesigibili le multe della madre
In caso di violazioni seriali il primo versamento non vincola i successivi
di Marisa Marraffino
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Il pagamento della multa per infrazione del Codice della strada non comporta l’accettazione tacita dell’eredità. Di conseguenza, il figlio che, dopo il pagamento del verbale, abbia rinunciato all’eredità della madre non è tenuto a pagare le ulteriori multe per altre infrazioni. Spetta alla pubblica amministrazione dimostrare che il chiamato all’eredità si trovasse alla guida del veicolo originariamente di proprietà della madre. In caso contrario, non si può pretendere il pagamento da chi ha rinunciato all’eredità, anche successivamente alla notifica dei verbali.
Lo ha stabilito la Cassazione con la sentenza 20878/2020, depositata il 30 settembre.
Il caso trae origine dal mancato pagamento di 70 verbali per aver circolato in una zona a traffico limitato senza autorizzazione. Dalla visura al Pra effettuata dal Comune di Roma il responsabile del veicolo alla data delle infrazioni risultava essere il figlio, che tuttavia dopo la notifica dei verbali aveva rinunciato all’eredità della madre.
Così aveva pagato solo un verbale, rifiutando di accollarsi tutti gli altri. Per la Corte, l’avvenuto pagamento di un verbale può essere qualificato come un atto conservativo che non implica l’accettazione tacita dell’eredità.
La rinuncia all’eredità ha effetto retroattivo, come disposto dall’articolo 521 del Codice civile, per cui non possono essere addebitabili al figlio le ulteriori sanzioni amministrative. Il Comune avrebbe dovuto dimostrare che il chiamato all’eredità fosse l’autore materiale delle infrazioni per potersi rivalere su di lui.


