Con l’intelligenza artificiale in azienda avvocati a tutela della privacy
In otto anni il contenzioso sul personale è sceso del 27,7% e i professionisti stanno virando sulla consulenza. Più servizi integrati nell’offerta e attenzione ai problemi posti da tecnologie e automazione
di Valentina Melis, Serena Uccello
3' di lettura
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Le cause di lavoro e previdenza sopraggiunte nei tribunali sono diminuite del 27,7% fra il 2014 e il 2022. Erano 263.632 nel 2022, quindi non poco lavoro per gli avvocati giuslavoristi, ma la consulenza stragiudiziale e per prevenire il contenzioso sta diventando una parte molto rilevante dell’attività degli studi, accanto alla difesa in giudizio.
«Il contenzioso rappresenta il 50% del nostro fatturato», spiega Franco Toffoletto, managing partner di Toffoletto De Luca Tamajo, studio specializzato in diritto del lavoro attivo dal 1925, che oggi ha 100 professionisti. «Abbiamo integrato i servizi fiscali nel nostro studio fin dal 2019, e nel 2020 la consulenza del lavoro. Offriamo un’assistenza sofisticata, che integra diverse professionalità, con l’obiettivo di evitare le cause, e dei prodotti digitali che coniugano servizi diversi». L’innovazione è uno dei tratti caratteristici dello studio: «Abbiamo sempre investito in software – continua Toffoletto – anche per rendere più efficienti i nostri processi interni. Facciamo progetti con funzioni di intelligenza artificiale già da dieci anni. Si può dire che la nostra crescita sia stata finanziata anche dall’informatica».
Al centro della trasformazione che gli studi legali stanno gestendo, naturalmente c’è anche la diffusione dell’intelligenza artificiale. Come sottolinea il professor Pietro Ichino, socio fondatore dello Studio Ichino Brugnatelli e Associati, che conta 54 avvocati: «Il nostro studio – spiega – sta prendendo le misure del nuovo strumento, in collaborazione con un’impresa specializzata, ma non si è ancora aperta la fase della sua sperimentazione vera e propria nel lavoro forense quotidiano».
Prioritario è il tema della protezione dei dati, fondamentale poterne garantire in modo assoluto l’inaccessibilità. Sul piano operativo interno, se «l’Ia consentirà un aumento della produttività del lavoro, facilitando il reperimento e la rielaborazione di testi di memorie e pareri», questo, specifica Ichino, «non causerà una riduzione della domanda del lavoro umano: aumenterà invece la domanda di prestazioni potenziate dall’Ia, da parte delle persone, degli enti e delle imprese assistite». E proprio su come cambieranno le prestazioni richieste ai giuslavoristi: «Siamo convinti – prosegue Ichino – che Ia e automazione porteranno con sè trasformazioni molto profonde nelle organizzazioni aziendali: per un verso aprono prospettive straordinarie per il miglioramento delle condizioni di lavoro e per la prevenzione di infortuni e malattie professionali; per altro verso fanno sorgere problemi giuridici nuovi per ciò che riguarda sia la tutela della riservatezza delle persone, sia la loro protezione contro le discriminazioni, sia la doverosa prevenzione dei rischi da stress e costrittività dell’ambiente di lavoro: ciò richiederà misure nuove per la protezione del benessere psico-fisico delle persone in azienda». In questo senso l’aspetto che non cambierà e «che anzi sarà incrementato – spiega Francesca Frigerio, titolare dello studio Frigerio Labour Law – è la personalizzazione della consulenza. La relazione con il cliente sarà sempre più importante e crescerà la richiesta di risposte sempre più mirate».
Le nuove frontiere della professione incideranno anche sulla formazione, come sottolinea Angelo Zambelli, avvocato specializzato in diritto del lavoro con 37 anni di attività alle spalle, oggi managing partner dello studio Zambelli & Partners, boutique di 12 professionisti: «L’intelligenza artificiale offre opportunità interessanti agli studi – spiega – ma sono convinto che lo spirito critico nella nostra professione si crei nella conoscenza e nell’approfondimento della letteratura giuridica. È fondamentale mantenere la verticalità del sapere, da cui con la tecnologia c’è il rischio di allontanarsi. Essere una boutique specializzata con una lunga esperienza ci posiziona come portatori di qualità: nonostante un trend di decrescita del contenzioso, oggi la nostra attività è a metà fra consulenza e assistenza in giudizio».


