Con l’economia della longevità aumentano le opportunità
Terreno fertile per aziende e investitori: 185mila imprese nel mondo
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Per la prima volta nella storia, gli over 50 hanno superato gli under 15 ed entro il 2030, un miliardo di persone sarà ultra 65enne. In sintesi, sta cambiando il tessuto sociale ed è in questo contesto che si sta affermando la Longevity Economy, l’insieme delle dinamiche economiche, sociali, sanitarie e tecnologiche alimentate da una popolazione matura e attiva. Un mercato emergente per le biotecnologie, che sarà esplorato il 3 ottobre durante il convegno «I nuovi archetipi di business nel settore della longevità: biotech e realtà emergenti», uno degli eventi della Biotech Week, organizzato dall’Università Sapienza in collaborazione con l’Università Unimercatorum, a cui si può partecipare in streaming.
Nel mondo sono circa 185mila le aziende appartenenti all’ecosistema della longevità. Secondo l’Annual longevity investment report 2024, nel 2024 sono stati investiti nel settore 8.49 miliardi, con una previsione del +15% sul 2025. Fra queste, spiccano le statunitensi Biosplice Therapeutics e la tedesca Refoxy Pharmaceuticals. Dal punti di vista degli investimenti, in questo scenario si inserisce anche Quadrivio Group, fra i principali operatori italiani ed europei nel private equity, che attraverso il fondo Silver Economy Fund ha già investito in cinque aziende attive nel biotech e in servizi, tecnologie e prodotti che rispondano alle esigenze di una popolazione sempre più longeva, di cui quatto italiane. E uno è in pipeline per il 2026.
Fra le aziende con dna italiano spicca Rubedo, biotech fondata da Marco Quarta con sede in California, che punta a trasformare la scienza dell’invecchiamento in terapie innovative. Al centro della ricerca c’è la senescenza cellulare, ovvero l’accumulo di cellule “zombie” che promuovono infiammazione e degenerazione dei tessuti. Con la piattaforma proprietaria Alembic, basata anche su su analisi genomica e Ai, l’azienda identifica le cellule patologiche e sviluppa molecole mirate, sicure e traslazionali. Le priorità di ricerca si concentrano su tre ambiti: dermatologia, con nuove classi di senoterapici per psoriasi, dermatite atopica e invecchiamento cutaneo; malattie respiratorie come fibrosi polmonare idiopatica, neurodegenerazione e dolore cronico.
Con il candidato clinico RLS-1496, una molecola mirata alle cellule senescenti patologiche, su cui è avviato uno studio clinico di fase 1 in Europa e negli Usa, Rubedo punta a validare un nuovo paradigma di medicina della longevità. Strategica anche la presenza europea, rafforzata dall’investimento di Cdp Venture Capital: «Vogliamo creare hub di ricerca e sviluppo integrati con centri clinici e accademici, valorizzando l’eccellenza italiana nella biomedicina e aprendo collaborazioni europee», spiega Quarta. «Stiamo lavorando per avviare sperimentazioni cliniche in Italia, sia in ambito dermatologico sia respiratorio, con l’obiettivo di costruire un ecosistema che metta in dialogo ricerca accademica, clinica e industria attraverso trial clinici e partnership pubblico-private».








