Con i fondi Ue la consulenza rivede strategie e team di lavoro
Più M&A per gli amministrativisti Spinta al knowledge management per studiare le riforme. Nel Piano chance sui ricavi del futuro
a cura di Valeria Uva
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Igrandi nomi italiani della consulenza legale sono pronti a cogliere le opportunità del Piano nazionale di resistenza e resilienza da 248 miliardi. In molti hanno già creato team multidisciplinari e studiato le “missioni” di cui si compone il Pnrr ora all’esame di Bruxelles. Obiettivo: attrarre clienti privati e pubbliche amministrazioni per assisterli nello sforzo di presentare progetti solidi e spendere al meglio le risorse europee. Un traguardo per nulla facile da raggiungere a detta degli stessi avvocati, viste le storiche difficoltà del nostro Paese a intercettare e a spendere nei tempi i fondi Ue. Per questo il Piano sarà anche l’occasione per i big italiani della consulenza per rafforzare i legami con le pubbliche amministrazioni, dai comuni ai ministeri, fino alle utilities.
L’organizzazione
Grimaldi punta al modello “One stop shop”: lo studio si propone ai clienti come interlocutore unico con competenze integrate per i progetti complessi, dallo studio di prefattibilità alla contabilità. «Tutti i progetti devono rispettare le regole dei fondi europei, ad esempio, sull’eleggibilità, sui massimali di aiuto e sulla rendicontazione, altrimenti si rischia di perdere le risorse anche in corsa», ricorda il managing partner, Francesco Sciaudone. Lo studio sfrutterà la sua vocazione internazionale (ed europea in particolare) e la sinergia con il desk di Bruxelles.
Legance vede in prima linea il proprio team Energy - uno dei più nutriti nel panorama italiano con sei soci dedicati quasi esclusivamente al settore e una cinquantina di professionisti - al lavoro sul quadro regolatorio con un dialogo impostato tra istituzioni, stakeholder e grandi clienti per analizzare le prime bozze di provvedimenti d’attuazione in tema di transizione energetica.


