Le novità

Con Euro 7 standard più severi per le emissioni

Le nuove norme operative da luglio comporteranno un incremento dei costi di produzione dovuti all’impiego di tecnologie avanzate per rispettare i limiti

di Alberto De Pasquale

(Adobe Stock)

2' di lettura

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Non solo la rinnovata fiscalità e gli obiettivi sull’elettrificazione: quest’anno le flotte si ritrovano a fare i conti anche con le novità dell’Euro 7, che dal primo luglio introdurrà standard più severi per le emissioni allo scarico dei veicoli, ma anche per altri tipi di inquinanti, come quelli derivanti dall’abrasione di pneumatici e freni, che riguardano da vicino le auto elettriche. E poi ci sono anche e novità incluse nel Nuovo Codice della Strada, che al momento è però ancora privo di diversi decreti attuativi, inclusi quelli che riguardano aspetti potenzialmente spinosi per i fleet manager.

Partiamo dal primo aspetto. Previsti per diminuire l’impatto ambientale, i nuovi standard Euro 7 comporteranno un incremento dei costi di produzione, dovuti all’impiego di tecnologie avanzate per rispettare i limiti previsti. E i rincari si rifletteranno inevitabilmente sui prezzi di vendita ma anche sui canoni di noleggio, il canale privilegiato per l’acquisizione dei veicoli da parte delle flotte. Gli aumenti potrebbero coinvolgere anche le elettriche e le ibride plug-in, ossia le motorizzazioni alle quali la nuova tassazione delle auto aziendali assegnate in uso promiscuo ha riservato condizioni fiscali più favorevoli rispetto ai modelli diesel e a benzina. Oltre ai nuovi limiti sugli inquinanti da freni e pneumatici, che toccano direttamente le auto a batteria (che, essendo più pesanti, generano maggiori quantità di particolato), l’Euro 7 prevede infatti anche requisiti minimi di prestazione per la durata delle batterie.

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Anche sul secondo punto, le novità del Codice della strada, c’è qualche possibile incognita per i gestori delle flotte aziendali. Al momento è tutto sospeso, in attesa di un decreto attuativo, ma un dipendente con obbligo di alcolock rappresenterebbe un problema di difficile soluzione: l’utilizzatore potrebbe provvedere a installare il dispositivo su un’auto assegnata in via permanente, ma più complicato sarebbe il caso di utilizzo di un’auto in pool. Distrazione, velocità, stanchezza e colpi di sonno sono le principali cause degli incidenti stradali, come emerso recentemente in occasione di un convegno organizzato da Garmin Italia sul nuovo Codice della strada. “Per promuovere un futuro della mobilità sempre più sicuro – ha spiegato Stefano Viganò, Amministratore Delegato di Garmin Italia – serve un dialogo continuo e proficuo tra istituzioni, aziende e cittadini. Ci impegniamo a sviluppare soluzioni avanzate fondamentali anche per ottimizzare la gestione delle flotte aziendali, ridurre i rischi e garantire una gestione più responsabile e sostenibile”.

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