Comuni e Province senza autovelox sulle superstrade
Pronto un Dm che vieta ai vigili i controlli fissi anche sulle provinciali
di Maurizio Caprino
2' di lettura
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Autovelox “col freno tirato” per Comuni e Province. Se passerà il decreto ministeriale sulla ripartizione dei proventi delle multe per eccesso di velocità, non potranno più eseguire controlli sulle strade extraurbane principali e i Comuni dovranno anche rimuovere le postazioni fisse (le più diffuse e “produttive”) che hanno installato sulle strade provinciali, dove potranno solo schierare apparecchi presidiati da pattuglie di vigili. Limiti (stavolta per tutti i corpi di polizia) anche sui controlli della velocità media.
Il testo sta prendendo in contropiede molti amministratori locali e ora le associazioni degli enti locali, Anci e Upi, si preparano a dare battaglia.
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La sorpresa deriva dal fatto che, in teoria, il Dm avrebbe dovuto occuparsi solo della ripartizione dei proventi, dopo che la legge 120/2010 (articolo 25, comma 2, che ha introdotto nell’articolo 142 del Codice della strada il comma 12-bis) aveva imposto l’obbligo di devolverne il 50% all’ente proprietario della strada.
La legge prevedeva un Dm attuativo, che però doveva riguardare anche le modalità di effettuazione dei controlli. Solo che quest’ultima parte è stata “anticipata” nel giugno 2017 (Dm 282), perché sulla ripartizione dei proventi c’erano complicazioni tecniche e resistenze da parte degli enti locali, preoccupati per i loro bilanci.


