Commercio estero, il Trentino Alto Adige salva la macro area
Tra i mercati di sbocco emergenti il Regno Unito che, tra il 2023 e il 2024, ha incrementato le proprie importazioni dal Nord-Est di circa un +11,4%
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Tra venti internazionali che cambiano direzione e un clima di persistente incertezza, il 2024 si è rivelato un anno complesso anche per l’area nord-orientale del Paese dove il commercio con l’estero ha mostrato segnali poco brillanti.
Complessivamente, la ripartizione ha visto ridursi le proprie esportazioni di circa un -1,1% rispetto al 2023, registrando una contrazione più intensa rispetto alla media nazionale (-0,4%) e alla Lombardia (+0,5%), ma riuscendo comunque a contenere meglio la flessione in confronto all’area meridionale (con circa un -4,8%) e al Nord-ovest (-7,9%). A trainare verso l’alto i tiepidi risultati del nord-est sono soprattutto il Trentino-Alto Adige/Südtirol (+1,9%) e, seppur in misura decisamente minore, il Friuli-Venezia Giulia (+0,2%), mentre il Veneto riduce significativamente il proprio contributo (-1,9%). Se si guarda alle singole province, Vicenza risulta essere prima per valore esportato (circa il 20,3% del totale dell’area, equivalente a 22,7 miliardi di euro), ma particolarmente rilevanti sono anche i risultati ottenuti da Treviso (14,2%, ovvero 15,9 miliardi), Verona (13,6%, 15,2 miliardi di euro) e Padova (12,0%, 13,4 miliardi). Se si guarda alla crescita, invece, è Gorizia ad ottenere la prima posizione (+24,0% dall’anno precedente), mentre le contrazioni più marcate emergono a Venezia (-9,0%), Udine (-7,8%) e Belluno (-5,1%).
Tra i principali paesi di destinazione, la Germania conferma il suo ruolo di partner storico, assorbendo ben il 14,2% delle esportazioni totali dell’area (circa 15,9 miliardi di euro, di cui buona parte imputabili alla vendita di Altre macchine da impiego generale, Bevande e Altri prodotti in metallo). Seguono la Francia (con un 10,2%, 11,4 miliardi di euro trainato dall’export di Calzature, Mobili e le Altre macchine di impiego generale) e gli Stati Uniti (9,6%, 10,8 miliardi di euro con, ai primi posti, gli Strumenti e forniture mediche e dentistiche, le Bevande e le Navi e imbarcazioni). Tra i mercati di sbocco emergenti, è da menzionare il Regno Unito che, tra il 2023 e il 2024, ha incrementato le proprie importazioni dal Nord-est di circa un +11,4%. Tale aumento è dovuto principalmente ad una crescita nella vendita di Navi e imbarcazioni (per un valore, nel 2024, di oltre 650 milioni di euro), seguito dai Mobili (più di 500 milioni di euro) e dalle Bevande (458 milioni di euro).
In generale, nella classifica delle merci più esportate dal Nord-est, le prime cinque posizioni (in termini di incidenza sul totale) sono occupate dalle Altre macchine di impiego generale (7,0%), dalle Altre macchine per impieghi speciali (5,9%), dagli Strumenti e forniture mediche e dentistiche (5,3%), dai Mobili (4,4%) e dalle Bevande (3,9%). Da sottolineare, di nuovo, l’accresciuto peso del comparto relativo alle Navi e imbarcazioni che, nell’arco di un anno, aumenta il proprio valore esportato del +44,3% (passando dai 2,0 ai 2,9 miliardi di euro, circa).

