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Commercio estero: a giugno +1,6% export, +1,2% import. Sale deficit energetico

Il surplus è sceso a 4,2 miliardi. Il deficit energetico (-5 miliardi) è superiore rispetto a un anno prima (-3,9 miliardi).

di Radiocor

aggiornato ore 11:35

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Il saldo commerciale a giugno 2026 è pari a +4.232 milioni di euro (era +5.384 milioni nello stesso mese del 2025). Il deficit energetico (-5.002 milioni) è superiore rispetto a un anno prima (-3.922 milioni).

L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici si attesta a +9.234 milioni, da +9.306 milioni di giugno 2025. Lo rileva Istat aggiungendo che a giugno 2026 si stima una crescita congiunturale più ampia per le esportazioni (+1,6%) rispetto alle importazioni (+1,2%). 

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L’incremento su base mensile dell’export è sintesi di un aumento delle vendite verso l’area Ue (+6,7%) e di una riduzione di quelle verso l’area extra Ue (-3,6%).

A giugno 2026 l’export cresce su base annua del 9,8% in valore e del 5,1% in volume.

La crescita tendenziale delle esportazioni in termini monetari è più sostenuta per i mercati Ue (+15,1%) rispetto a quelli extra Ue (+4,1%).

L’import registra una crescita tendenziale del 13,2% in valore, più intensa per l’area extra Ue (+18,7%) rispetto a quella Ue (+9,1%); in volume, le importazioni aumentano del 2,8%.

A esclusione dei mobili (-2,2%), la crescita tendenziale dell’export riguarda tutti i settori; quelli che più contribuiscono alla crescita sono metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+25,8%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+45,1%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+13,3%) e autoveicoli (+17,0%).

Su base annua, la Germania (+22,9%) è il paese che fornisce il contributo positivo maggiore all’export nazionale; seguono Francia (+6,8%), Paesi Bassi (+22,4%), Svizzera (+10,5%) e Spagna (+9,4%).

L’apporto negativo maggiore, invece, deriva dalle minori esportazioni verso il Regno Unito (-8,5%). Nel primo semestre 2026, l’export registra una crescita tendenziale del 4,5%, spiegata soprattutto dalle maggiori vendite di metalli di base e prodotti in metallo, escluse macchine e impianti (+28,9%), coke e prodotti petroliferi raffinati (+23,3%) e autoveicoli (+8,3%). L’avanzo commerciale (+24,5 miliardi di euro) è in aumento rispetto al primo semestre 2025 (+22,radiocr8 miliardi).

Nel mese di giugno 2026 i prezzi all’importazione diminuiscono dell’1,3% su base mensile mentre crescono del 4,9% su base annua (da +6,5% di maggio). Lo rileva Istat.

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La diminuzione su base mensile dei prezzi all’import e il rallentamento della loro crescita su base annua si devono principalmente ai ribassi dei prezzi di alcuni prodotti energetici (petrolio greggio e prodotti petroliferi raffinati).

Nel secondo trimestre 2026, rispetto al precedente, i prezzi all’import aumentano del 5,0%.

Urso, l’export cresce ancora, smentiti i profeti di sventura

“Cresce ancora l’export dell’Italia. A giugno le vendite all’estero aumentano del 9,8% rispetto allo stesso mese del 2025, su base mensile l’aumento è dell’1,6%: un risultato significativo che consolida la straordinaria crescita registrata lo scorso anno nelle esportazioni del nostro sistema produttivo che ci ha consentito di conquistare la quarta posizione nel podio dell’export mondiale”. Lo scrive su X il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. “Nei primi sei mesi dell’anno l’avanzo commerciale raggiunge i 24,5 miliardi di euro, in netto aumento rispetto ai 22,8 miliardi dello stesso periodo del 2025. Smentiti i profeti di sventura”, aggiunge.

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