Dazi globali bocciati, ma non scattano i rimborsi automatici
di Antonino Guarino e Benedetto Santacroce
di Niccolò Gramigni
2' di lettura
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Tutto il mondo celebra la Giornata del commercio equo, il 9 maggio. Da bere un caffè a scegliere la frutta, il commercio equo è qualcosa che connette i consumatori europei a oltre 1,9 milioni di agricoltori e lavoratori in 75 Paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’America Latina. Fairtrade Italia rappresenta i marchi di certificazione “Fairtrade” in Italia dal 1994: lavora in partnership con le aziende italiane, le supporta nell’approvvigionamento di materie prime certificate e nel consolidamento delle filiere dove sono stati rispettati i diritti dei lavoratori e dell’ambiente. Attualmente in Italia sono in vendita circa 2.500 prodotti.
Il bilancio sociale di Fairtrade Italia, relativo al 2024, certifica sempre di più la centralità del commercio equo: è stato generato un valore economico superiore ai 550 milioni. Sempre nel 2024 gli acquisti in Italia hanno generato circa 4 milioni di euro sotto forma di premio Fairtrade (+4% rispetto all’anno precedente), una somma extra che le aziende versano oltre il prezzo di vendita.
A livello internazionale la vendita di prodotti certificati ha generato un premio per i produttori locali pari a 201,6 milioni di euro, portando il valore complessivo redistribuito negli ultimi cinque anni a oltre un miliardo di euro.
Se vediamo le principali filiere tropicali dei prodotti importati in Italia, ci rendiamo conto che le banane sono il prodotto leader con oltre 14.000 tonnellate vendute nel 2024. Il cacao ha generato oltre due milioni di euro di premio con volumi superiori alle 10.000 tonnellate (+5%), il caffè ha segnato una crescita superiore al 12,5%.
Estendendo l’analisi a prodotti del settore non-food, il cotone risulta essere in espansione del 40% e i fiori recisi del 28%. «La Giornata mondiale del commercio equo è l’occasione per riflettere e prendere sempre più consapevolezza che ogni singolo gesto d’acquisto può fare la differenza - afferma Paolo Pastore, direttore generale di Fairtrade Italia -. I dati parlano di un’Italia coinvolta nel cambiamento: in un mondo che chiede responsabilità, Fairtrade rappresenta un sistema capace di coniugare rigore e impatto reale».