Come scegliere tra rendita da locazione e fondi a cedola
Il mattone continua ad essere percepito dagli italiani come un porto sicuro dove investire ma non sono poche le insidie che può riservare. Ecco perché secondo T. Rowe Price è bene confrontarlo con soluzioni alternative
di Lucilla Incorvati
4' di lettura
I punti chiave
4' di lettura
Il mattone continua ad essere percepito dagli italiani come un porto sicuro: 8 italiani su 10 lo considerano un investimento affidabile. È quanto emerge dalla ricerca condotta da Nomisma per conto di T. Rowe Price, su un campione rappresentativo di famiglie residenti fra Milano, Roma, Napoli e altre province d'Italia. In particolare, per il 48% degli intervistati l'acquisto di una casa è sempre un investimento conveniente da fare, mentre il 36% è convinto che sia meglio l'acquisto di un immobile da destinare all'affitto e il 39% che le rendite da immobili garantiscano sempre un ritorno economico sicuro.
La casa è un asset patrimoniale
Fra gli italiani che possiedono case date in affitto, il 38% si dichiara soddisfatto della rendita percepita e il 31% è molto soddisfatto.D'altra parte, secondo una fotografia di Banca d'Italia, il 53% della ricchezza netta di una famiglia media italiana è immobiliare abitativa: il 70,5% degli italiani possiede la prima casa e il 13,5% ne possiede almeno una seconda. «La casa molte volte è considerata come un salvagente in caso di difficoltà, quindi dovrebbe essere considerata un asset patrimoniale, non soltanto il luogo in cui si vive» – sottolinea Donato Savatteri, Head of Southern Europe di T. Rowe Price. La casa, che sia la propria abitazione o che venga messa a reddito, non va infatti pensata come un bene a sé stante, ma come parte di un patrimonio finanziario. Questo discorso vale anche per la prima casa, dato che il suo acquisto ha implicato un trasferimento ed una immobilizzazione di denaro, quindi implicitamente una scelta di investimento di lungo periodo. Dalla ricerca emerge che il 56% di chi acquista un immobile intende utilizzarlo come prima casa.
Una rendita che può perire
Ma chi ha intenzione di acquistare una casa per investimento, da affittare a terzi, lo fa soprattutto per percepire un reddito aggiuntivo, ovvero un'entrata economica sicura ogni mese. Più di sei italiani su dieci che hanno intenzione di acquistare un immobile per investimento sono inoltre fiduciosi di riuscire a recuperare il capitale iniziale investito. Ma è sempre così? Un immobile, che sia prima o seconda casa, è esposto a rischi e a costi da non sottovalutare: l'introduzione di nuove leggi e regolamenti come avvenuto, per esempio, con le norme contro lo spopolamento dei centri storici a Parigi per scoraggiare gli affitti brevi.
Da non trascurare, inoltre, il rischio che venga reintrodotta la tassa di successione anche in Italia, come attualmente in vigore in altri paesi europei. L'immobiliare resta, infine, un investimento non immediatamente liquidabile – per il 41% del campione ci vogliono più di 6 mesi per vendere – oltre ad essere esposto al rischio dei tassi di interesse se l'acquisto è effettuato grazie a un mutuo.
Per un immobile di proprietà oltre ai tempi di liquidazione c'è il problema della valutazione, che avviene solo al momento della compravendita, e una serie di costi in acquisto che vanno dalla tassazione (IMU seconda casa) all'imposta di registro, fino ai costi di intermediazione e notarili. Sulla locazione gravano, oltre ai costi di intermediazione, i rischi legati all'elevata morosità (ogni anno il 50% delle locazioni non viene onorato con regolarità) e all'impossibilità di prevedere le spese straordinarie.



