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Come scegliere (e quando) il primo smartphone della vita per ragazzi e ragazze

In questi giorni, non si contano gli appelli che chiedono un’ulteriore stretta sui telefonini. Ecco quello che c’è da sapere e qualche consiglio.

di Luca Tremolada

3' di lettura

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Quando arriva nelle mani dei ragazzi e delle ragazze il primo smartphone? La risposta automatica è: il più tardi possibile. In questi giorni, non si contano gli appelli che chiedono un’ulteriore stretta sugli smartphone dopo il divieto assoluto di utilizzo in classe deciso dal Governo già da quest’anno. L’accesso precoce ai social network, ai telefoni cellulari e ai video ha acceso un faro non solo qui in Italia.

Negli Stati Uniti, i procuratori generali di 42 Stati hanno appoggiato il piano del capo della sanità USA, il Surgeon General Vivek H. Murthy, per mettere un’etichettatura sui social media simile a quella che avverte dei pericoli di alcol e sigarette, e hanno chiesto al Congresso di approvarlo. Il governo australiano, invece, si prepara a vietare i social network ai più giovani, stabilendo un’età minima per l’accesso.

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Il motivo di tutto questo accanimento verso lo smartphone è legato in parte, ma non solo, all’accesso a Internet e ai contenuti veicolati dai social media. I telefoni cellulari sono diventati strumenti di distrazione di massa non solo per gli adolescenti ma anche per gli adulti. Il sintomo più evidente di questo fenomeno è quello che è stato ribattezzato “infinite scrolling”, ossia lo scorrimento ossessivo dei contenuti online con il pollice. Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti: è sempre più raro, ad esempio, guardarci negli occhi quando camminiamo per strada.

Da qui, la domanda più dibattuta tra mamme e papà: quando arriva il primo smartphone? La risposta secca di esperti e pedagogisti messi all’angolo è: «non prima dei 14 anni». Per attivare un profilo social, poi, bisognerebbe aspettare i 16 anni. Questo, però, è in teoria; nei fatti, molto dipende dalla testa del giovane (da come è fatto) e dal suo ecosistema sociale. Diventa complicato – ma non impossibile – vietare il cellulare quando tutti i suoi amici o compagni di classe lo usano.

Ad ogni modo, in letteratura scientifica si comincia a parlare di uso precoce dei social network e degli smartphone già a partire dalla quinta elementare. Ed è un problema.

Secondo una recente ricerca di Milano-Bicocca e SUPSI sui dati Invalsi, l’uso intensivo e precoce degli smartphone nei ragazzini non favorisce l’apprendimento. Per quanto riguarda i social, sostiene Marco Gui, direttore del Centro Benessere Digitale di Milano-Bicocca (Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale), i risultati rischiano di essere ancora peggiori in termini di prestazioni scolastiche. Chi ha creato il proprio profilo prima della quinta elementare, all’esame di terza media, ha avuto una valutazione inferiore di quasi un punto rispetto a chi non è sbarcato sui social o lo ha fatto dopo l’esame. Un punto, per capirci, non è affatto poco. Questo non implica un rapporto causa-effetto, ma sicuramente è uno dei fattori che non aiuta a migliorare il rendimento scolastico.

Volendo, in ogni caso, limitare i danni, ci sono alcune indicazioni che i genitori possono seguire prima di acquistare il primo smartphone.

In primis, ragioniamo in termini di portafoglio. Meglio schermi più piccoli, anche perché significano smartphone più economici. Un pannello da 6,1 pollici è un ottimo compromesso sia nel mondo Android che in quello iPhone. A questo proposito, sono valide alternative gli smartphone ricondizionati: un usato sicuro e di ottima qualità. Qualche nome? Swappie, Refurbed, ma è bene tenere d’occhio anche le offerte dei produttori che ritirano l’usato.

Da un po’ di anni, poi, è di moda fare sottoscrivere un vero e proprio contratto al figlio nel momento in cui gli viene consegnato il primo smartphone, in cui fissare tempi di uso e contenuti consentiti. Per chi non si fida, è opportuno munirsi di applicazioni di parental control per gestire sia il tempo che la qualità dei contenuti dei propri figli. Le applicazioni sono molte. Per chi usa Android, è ottima l’applicazione Family Link di Google, che consente ai genitori di monitorare e controllare l’uso dei dispositivi mobili da parte dei loro figli. Per i fan della Apple, va benissimo “Tempo di Utilizzo”, che forse è una delle migliori.

Una provocazione è quella di guardare anche dalla parte dei feature phone, ribattezzati dumb phone, o per essere più chiari, telefoni per anziani. Parliamo di dispositivi essenziali che servono per telefonare, mandare SMS e accedere a WhatsApp, che è sempre più uno strumento di lavoro, se pensiamo anche solo alle chat di classe. Sono telefoni anni Novanta che recentemente sono tornati di moda proprio come reazione agli effetti dello scrolling insensato. Niente videogiochi, social e video. Vostro figlio/a potrebbe tirarveli dietro, ma almeno all’inizio può essere un’idea. Quantomeno, per guadagnare tempo.

Riproduzione riservata ©
  • Luca Tremolada

    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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