Come prepararsi al compito di Economia aziendale
Ogni anno, nella traccia ministeriale della seconda prova, l’azienda Alfa S.p.A. rischia il tracollo. E ogni anno migliaia di studenti provano a salvarla.
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Ogni anno, nella traccia ministeriale della seconda prova, l’azienda Alfa S.p.A. rischia il tracollo. E ogni anno migliaia di studenti provano a salvarla.
Chiedilo al Sole
Correva l’anno 1997. Ronaldo vinceva il Pallone d’Oro, nelle librerie nasceva il maghetto più famoso del mondo e cinque ragazze britanniche urlavano al mondo “Spice Up Your Life”. Io, invece, studentessa della Ragioneria “Bernardino Grimaldi” di Catanzaro, ero in preda al panico, altro che «Rendi la tua vita più vivace» come cantavano le Spice Girls: fissavo la traccia della seconda prova, davanti all’abisso di un foglio bianco, col terrore che rimanesse tale per le sei ore successive. Ero un’allieva studiosa, eppure, guardando quel compito di Ragioneria, il primo pensiero fu: «Caspita, questa azienda Alfa S.p.A. ha più problemi di me!». Ed è stato esattamente in quel momento che è iniziato il mio esame di Stato.
Un compito di realtà
Diciamolo senza giri di parole: la seconda prova di un Istituto tecnico economico non è più il vecchio “tema di ragioneria”. Oggi è un compito di realtà, un piccolo romanzo aziendale in cui lo studente è il protagonista e deve mettere ordine non solo nei conti, ma soprattutto nei propri pensieri.
Da docente, la domanda che mi sento rivolgere più spesso è sempre la stessa: «Prof, cosa dobbiamo studiare?». La mia risposta, per quanto possa sembrare poco rassicurante, è: «Tutto e niente! Occorre ragionare». Ricordo con affetto un episodio accaduto in classe qualche anno fa. Eravamo davanti a un calo del fatturato dell’impresa che stavamo esaminando e dovevamo adottare alcune strategie per contrastare questo fenomeno. Uno studente poco studioso, ma particolarmente sveglio, mi disse: «Prof, non facciamo prima a chiuderla questa azienda e aprire un chiringuito al parco Foscolo di Busto Arsizio (località dove è situato l’Istituto nel quale insegno)». Ecco: forse, aveva anche ragione, ma oltre al pragmatismo, serve la tecnica e la nostra impresa non poteva essere liquidata così su due piedi.
Perciò, ritornando all’esame di maturità, le formule sono importanti, ma bisogna capire cosa stia succedendo davvero a quella creatura immaginaria che il ministero si ostina ancora a chiamare Alfa S.p.A. Un nome che evoca primati, ma che nella realtà dei compiti d’esame presenta criticità degne di un consiglio di amministrazione in stato d’assedio.
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