Market Mover

Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
Ascoltalo oradi Redazione Finanza
3' di lettura
3' di lettura
Il salvataggio del Credit Suisse da parte di Ubs consente di stoppare l’effetto contagio derivante dalla crisi di uno dei principali istituti bancari europei, da mesi considerato altamente vulnerabile.
Ma la struttura dell’operazione non è priva di rischi ed effetti. In particolare sul fronte del debito, visto che «il sostegno straordinario da parte dello Stato comporta un azzeramento integrale del valore nominale di tutte le obbligazioni AT1 di Credit Suisse per un importo pari a circa 16 miliardi di franchi e pertanto un incremento dei fondi propri di base», come ha spiegato la Finma, la Consob elvetica.
Il salvataggio ha infatti una componente di bail in, di salvataggio a carico degli investitori. Con caratteristiche però inedite, che improvvisamente vedono accordato un trattamento migliore agli azionisti del Credit Suisse (pur diluiti, si ritroveranno soci di Ubs) rispetto agli obbligazionisti subordinati, che invece si trovano azzerati.
Siamo chiaramente alle prese con una deroga dettata da ragioni straordinarie, ma che il mercato inizia a prezzare come un precedente: i titoli subordinati d’ora in avanti saranno probabilmente considerati più rischiosi.
Ma che cosa sono? Le obbligazioni subordinate (o junior) sono titoli il cui rimborso del capitale, in caso di insolvenza dell’emittente, avviene solo successivamente ai creditori ordinari e alle altre obbligazioni (cosiddette senior). A fronte della maggiore rischiosità, al sottoscrittore è garantito un rendimento più alto.