La prova

Come va il Narwal Flow 2, che ricorda la Kitt di Michael Knight

Salto in avanti evidente nella pulizia automatizzata. Ma anche design che rende questo robot una componente di arredo

di Biagio Simonetta

3' di lettura

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Nelle ultime 3 settimane abbiamo testato con frequenza praticamente quotidiana il Narwal Flow 2, robot lavapavimenti nuovo top di gamma dell’azienda cinese. Una piccola premessa: questo robot arriva sul mercato in una fase affollata. Il 2026 è partito con una sequenza continua di nuovi robot aspirapolvere e lavapavimenti, molti dei quali puntano sulle stesse parole chiave: intelligenza artificiale e riconoscimento degli ostacoli. Anche per questo, in un contesto simile, il Flow 2 può sembrare (e ci era sembrato) uno dei tanti. Il test ci ha tolto il pregiudizio. Ma ci ha dato anche una certezza: questo robot è anche un componente di arredo, con una luce led che ricorda Kitt (l’auto intelligente che parlava con Michael Knight) che scorre quando il dispositivo compie qualche operazione.

Partiamo dalle specifiche più raccontate: 31.000 Pa di aspirazione, mop a rullo autopulente, doppia camera con AI. Sono numeri e funzioni che si trovano, più o meno, anche altrove, spesso nella stessa fascia di prezzo. Il punto è come queste tecnologie lavorano insieme. Qui il Flow 2 si distingue, soprattutto nella gestione dello sporco.

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La modalità Freo Mind è il centro del sistema. Il robot utilizza la camera frontale per analizzare quello che ha davanti e adattare il comportamento in tempo reale. Quando individua accumuli di sporco o liquidi, scatta una foto e modifica la strategia di pulizia. Ed è la priva volta che un robot fa veramente questo passaggio in modo evidente e concreto. La potenza di aspirazione aumenta in modo evidente nelle zone più sporche, e anche il passaggio del rullo.

C’è anche un elemento di trasparenza che raramente si vede in questa categoria. L’app mostra cosa il robot sta “vedendo”, con immagini e segnalazioni sulla mappa. Ogni ostacolo viene classificato e registrato. Cavi, scarpe, piccoli oggetti: il sistema li evita con precisione e li segnala. Questo rende il comportamento più prevedibile e verificabile, cosa che manca in molti concorrenti che lavorano in modo più opaco. E che in parte dice anche verso dove stanno andando i robot, dato che Narwal (azienda ancora piuttosto giovane) è considerata fra le trend setter del settore.

Un altro grande fattore che abbiamo apprezzato è il lavaggio. Il confronto con altri robot sul mercato, in questo caso, ci è sembrato piuttosto netto in favore di Narwal (anche se i competitor erano modelli di un anno fa). Il sistema a rullo non è cilindrico come nella maggior parte dei modelli, ma utilizza una superficie piatta che scorre come un nastro. Questo aumenta la superficie di contatto con il pavimento a ogni passata. Il risultato si vede soprattutto sui liquidi. Il robot assorbe senza difficoltà versamenti come vino e salse dense. Anche lo sporco appiccicoso viene rimosso senza lasciare residui, un test che mette in difficoltà quasi tutti i robot. Qualche difficoltà in più su residui di impasto più appiccicosi (come qualche frammento di pasta per pizza), dove il robot fa più fatica.

Molto efficace, ad ogni modo, l’utilizzo dell’acqua calda per lavare, che sicuramente non raggiunge temperature tali da garantire una sanificazione completa in senso scientifico, ma migliora la resa su sporco ostinato. La combinazione tra calore e pressione del rullo permette di sciogliere residui che normalmente restano sul pavimento.

Sul fronte aspirazione, le prestazioni sono solide. Sui tappeti si colloca nella fascia alta. La spazzolina rotante riesce a raccogliere bene le briciole anche negli angoli (no, non ancora la perfezione, ma accettabile).

Infine qualcosa sull’app, che offre un livello di controllo molto ampio. Si può scegliere tra diverse modalità di aspirazione, percorsi più o meno accurati e fino a tre passaggi completi sulla stessa area. La pulizia “meticolosa” utilizza un doppio schema a zig-zag incrociato, più lento ma più preciso. È un sistema pensato per chi vuole intervenire nel dettaglio, o quando si vuole fare una pulizia ancora più precisa. Buona anche la gestione del robot con i comandi vocali, anche se in questo caso, sembra si possano fare ancora passi in avanti.

Nel complesso, insomma, il Narwal Flow 2 è uno dei prodotti più interessanti usciti finora nel 2026. Non perché introduca funzioni completamente nuove, ma perché rende più affidabili quelle che molti concorrenti dichiarano senza riuscire a implementarle con la stessa precisione. L’intelligenza artificiale, in questo caso, ha un impatto reale sul comportamento del robot. E il sistema di lavaggio resta uno dei più efficaci disponibili oggi in questa fascia di prezzo.

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