Com’è profondo il mare in batiscafo
Il regista ci racconta come ha girato il film sulla nave da immersione che toccò l’abisso delle Marianne. Storia di Made in Italy, eccellenza, industria, poesia fra Italia e Usa
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Il 2 maggio 1974 alle ore 23:12, una telefonata anonima ai vigili del fuoco di Trieste segnala un incendio in via San Maurizio 14. Quando i vigili sfondano il portone del magazzino, tra fumo e fiamme trovano annerite e ormai distrutte carte e documentazioni di Diego de Henriquez. Con esse, il suo corpo carbonizzato, senza vita. Non vi fu autopsia. Le cause dell’incendio non sono del tutto chiarite. Sulla sua tomba de Henriquez prima di morire ha voluto incidere un motto «Dammi la tua spada, amico, la custodirò per te. Non combattere: soltanto con amore conquisterai la pace». Ma chi era Diego de Henriquez?
Facciamo un passo indietro. Siamo al 16 giugno 1948. Jacques Piccard figlio di Auguste scrive a de Henriquez: «Lei mi ha spesso parlato dei suoi progetti per creare un mondo migliore e più pacifico, per utilizzare meglio le buone volontà così numerose sulla Terra. Come non pensare a Trieste, territorio libero, come centro ideale per espandere una cultura e una ideologia benefiche?».
Facciamo un passo in avanti. È il 23 gennaio 1960 ore 8.23. Un batiscafo con bandiera americana ideato e quasi del tutto costruito in Italia si immerge. Siamo nella Fossa delle Marianne, Oceano Pacifico. Toccherà il fondo del mare: 10.916 metri. È il record del mondo. Il batiscafo si chiama «Trieste». Da allora è a Washington al National Museum of the United States Navy.
Ma è una storia anche italiana. Ispirata da Diego de Henriquez, voluta da Auguste Piccard e “pilotata” dal figlio Jacques insieme a Don Walsh. Una storia americana che conquistò la copertina di «Life»: quasi sette milioni di lettori. In realtà, tutto nacque dalla mente di uno scienziato svizzero, Auguste, noto alla cronaca come il primo essere umano a raggiungere la stratosfera con un pallone aerostatico il 27 maggio del 1931 a 15.871 metri. Insomma, i Piccard di record se ne intendono. Costruito nel 1953 in Italia con scopi scientifici e pacifici coinvolse varie eccellenze italiane: la cabina sferica progettata da Auguste Piccard fusa dalle Acciaierie di Terni, il galleggiante costruito nei cantieri CRDA di Trieste e Monfalcone, l’assemblaggio nei Cantieri di Castellammare di Stabia.
Nell’estate del 1957 iniziano le immersioni con l’intervento della Marina degli Stati Uniti d’America. L’immersione del record fu la n. 69 del 23 gennaio 1960 con i 10.916 metri della Fossa delle Marianne. Jacques Piccard raccontò del suo incontro a Trieste e come de Henriquez avesse chiesto di realizzare due batiscafi: uno vero per le immersioni e una copia fedele che sarebbe dovuta andare nel suo museo. Ma il batiscafo venne ceduto nel 1958 alla US Navy americana, che lo modificò per scopi legati alla ricerca militare, inserendolo in un progetto della Guerra Fredda.







