Colpire il tumore dove è più debole: il metabolismo che lo fa crescere
Algebris Ets ha firmato un accordo di ricerca con Ifom per sostenere un programma di due anni dedicato all'immuno-metabolismo oncologico
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Colpire il tumore nel suo punto più vulnerabile: il modo in cui si alimenta e cresce. È la frontiera della ricerca oncologica su cui punta la collaborazione avviata tra Algebris Investments e l'Istituto Airc di Oncologia molecolare (Ifom), con l'obiettivo di trasformare promettenti risultati di laboratorio in terapie concrete per i pazienti. Un passaggio cruciale che gli scienziati definiscono “l'ultimo miglio” della ricerca. Attraverso la propria fondazione Algebris Ets, il gruppo ha annunciato la firma di un accordo di ricerca sponsorizzata con Ifom per sostenere un programma scientifico della durata di due anni dedicato all'immuno-metabolismo oncologico, un ambito di studio ancora largamente inesplorato ma considerato tra i più promettenti per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.
Il progetto sostiene le attività del team guidato da Claudio Vernieri, medico chirurgo e ricercatore specializzato in oncologia clinica e metabolismo tumorale, che dirige in Ifom il programma di ricerca “Riprogrammazione metabolica nei tumori solidi”. Il gruppo concentra il proprio lavoro sui tumori più diffusi e aggressivi - mammella, polmone e colon-retto - che in Italia rappresentano da soli oltre un terzo delle diagnosi oncologiche.
Il cancro continua infatti a essere una delle principali cause di morte nel Paese, con più di 390mila nuove diagnosi ogni anno. Nonostante i progressi della medicina negli ultimi decenni, per molti pazienti con tumori in stadio avanzato o resistenti alle terapie disponibili le opzioni restano limitate. È proprio per loro che la ricerca sul metabolismo tumorale potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche.
La base scientifica del progetto parte da una differenza fondamentale tra cellule sane e cellule tumorali. Per proliferare rapidamente, le cellule malate modificano profondamente il proprio metabolismo, cioè il modo in cui producono energia e costruiscono i componenti necessari alla crescita. Una caratteristica che per lungo tempo è stata considerata una semplice conseguenza della malattia ma che oggi gli scienziati vedono come una possibile debolezza da sfruttare.
Il team di Vernieri ha scoperto che specifiche combinazioni di nutrienti e metaboliti, somministrate a dosaggi mirati, sono in grado di colpire selettivamente le cellule tumorali. L'effetto è duplice: da un lato queste molecole interferiscono direttamente con il metabolismo del tumore, dall'altro attivano il sistema immunitario inducendolo a riconoscere e attaccare le cellule malate. È proprio questa combinazione di azione metabolica e risposta immunitaria a rendere l'approccio scientificamente innovativo.









