Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York City, Usa, 23 settembre 2026.  REUTERS/MIKE SEGAR

23 settembre 2026

Guerra, ultime notizie. Onu, Pezeshkian mostra foto bimbi uccisi e Usa lasciano aula

Il presidente iraniano: «Niente armi nucleari ma no limiti a tecnologia pacifica»

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23 settembre 2026Aggiornamento fissato

Iran minaccia paralisi aeroporti dei Paesi che adotteranno sanzioni Usa

Se i Paesi vicini collaborassero con gli Stati Uniti bloccando i voli iraniani, l’Iran farebbe in modo che i loro aeroporti non possano più operare: lo ha dichiarato Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, in un’intervista alla televisione di Stato. Lunedì il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent ha affermato che tutte le compagnie aeree iraniane sarebbero costrette a cessare le operazioni il 23 settembre a causa della minaccia di sanzioni secondarie contro i fornitori di servizi aerei, a sette mesi dall’inizio del conflitto tra Stati Uniti e Iran.

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23 settembre 2026

Board of Peace: ricostruzione di Gaza costerà 71,4 mld di dollari in 10 anni

La ricostruzione di Gaza richiederà 71,4 miliardi di dollari nei prossimi dieci anni. Questa la stima resa nota dal Board of Peace a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York. Si tratta di una stima nettamente superiore ai 4-6 miliardi di dollari che, secondo le Nazioni Unite, sarebbero stati necessari per ricostruire Gaza dopo la guerra di 50 giorni del 2014. In un briefing «di alto livello» a cui hanno partecipato gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, i membri del Board hanno illustrato quello che hanno proposto come piano per i primi sei mesi della ricostruzione di Gaza. Previsti 66 obiettivi, tra cui rifugi umanitari, generatori diesel e la ricostruzione di ospedali.

Il Board ha precisato che la ricostruzione potrà iniziare solo «nel momento in cui i finanziamenti e l’accesso lo consentiranno». Non è chiaro da dove proverranno i finanziamenti per i programmi e il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza non è ancora entrato nell’enclave palestinese. Per il momento sta operando dal Cairo, in Egitto, senza alcuna autorità sul territorio che dovrebbe contribuire a governare. In una nota rilasciata dopo il briefing, il Board for Peace ha detto che «la nostra bussola rimane chiara: sovranità palestinese, tutela dei diritti, unità geografica, inclusione di ogni comunità, trasparenza in ogni processo e capacità di adattamento di fronte alle esigenze in continua evoluzione».

23 settembre 2026

Attacco a posto di blocco Cisgiordania, ferito soldato Idf figlio ambasciatore in Usa

Un soldato israeliano è rimasto gravemente ferito dopo che un’auto si è lanciata oggi contro un posto di blocco in Cisgiordania. Il conducente a bordo dell’auto è stato ucciso dai militari israeliani. Lo riferiscono i media Israeliani i quali riportano inoltre che il militare coinvolto è figlio dell’ambasciatore di Israele negli Usa, Yechiel Leiter, il quale si è messo immediatamente in viaggio di rientro dagli Stati Uniti dopo aver appreso che suo figlio Neriya è rimasto ferito nell’attacco. Lo ha scritto lo stesso ambasciatore in un messaggio su X ricordando il figlio maggiore anche lui militare che è caduto in guerra. Secondo la ricostruzione della polizia israeliana, l’aggressore ha diretto il veicolo contro una poliziotta e un soldato che stavano effettuando controlli sui veicoli a un incrocio vicino all’insediamento israeliano di Beit Horon, a ovest di Ramallah. “Di conseguenza, il soldato è rimasto ferito e sta ricevendo cure mediche. L’assalitore è stato ucciso dalle forze (di sicurezza)”, ha aggiunto la polizia.

Il servizio di emergenza israeliano Magen David Adom ha riferito che le sue squadre hanno trasportato in ospedale un uomo in gravi condizioni. Il Ministero della Salute palestinese ha dichiarato di essere stato informato della morte del ventinovenne Mahmoud Mohammad Mahmoud Suleiman, “ucciso da colpi d’arma da fuoco delle forze israeliane vicino al villaggio di Beit Ur al-Tahta, a ovest di Ramallah”. Ha inoltre aggiunto che le autorità israeliane stanno trattenendo la salma. L’ambasciatore israeliano a Washington, Yechiel Leiter, ha scritto su X: “Neriya ha continuato a prestare servizio nella riserva dopo aver perso il fratello maggiore Moshe Yedidya Leiter - che Dio ne vendichi il sangue - e dal 7 ottobre ha accumulato centinaia di giorni di servizio su vari fronti. Il terrorismo palestinese mira a sradicare il popolo d’Israele dalla propria terra. Loro scelgono la morte, noi scegliamo la vita”.

23 settembre 2026

Netanyahu: «Nel mio discorso domani all’Onu ci saranno sorprese»

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha annunciato che riserverà delle “sorprese” nel suo discorso di domani all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo riporta The Times of Israel. “Parto stasera per New York per difendere, dal podio delle Nazioni Unite, Israele e i soldati delle Forze di Difesa Israeliane”, ha affermato il premier in un video diffuso dal suo ufficio. “Sentite le terribili bugie che vengono diffuse lì - ha aggiunto -. Combatterò contro le menzogne, combatterò per la verità, per i nostri soldati, per il nostro Paese. Ci saranno anche delle sorprese”.

23 settembre 2026

Trump, l’Onu e il rischio di abituarsi

C’è una minaccia sottile che accomuna guerre, crisi diplomatiche e cambiamento climatico: l’assuefazione, rendere tutto “normale”. A partire dal discorso di Trump all’Onu, con Vittorio Emanuele Parsi – docente di Relazioni Internali all’Università Cattolica – riflettiamo sulle sfide che attendono Europa e comunità internazionale in un mondo sempre più instabile. Consapevoli che – come ricordato dal re di Giordania proprio all’81esima Assemblea generale delle Nazioni Unite – l’attenzione, oggi, è una risorsa preziosa, scarsa e pure geopolitica.

23 settembre 2026

Tajani: «Da Italia un nuovo finanziamento per i villaggi cristiani nel sud del Libano»

L’Italia ha annunciato un ulteriore finanziamento alla cooperazione internazionale per sostenere i programmi per i villaggi cristiani nel sud del Libano. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo il suo incontro con l’omologo libanese a margine dell’Assemblea dell’Onu. “Sosteniamo progetti perché questi villaggi possono continuare ad essere abitati e non abbandonati, questo è un altro degli impegni, ce ne abbiamo finanziati altri progetti”, ha spiegato Tajani.

23 settembre 2026

Iran: Tajani, soluzione diplomatica è la migliore

“Il primo giorno all’Onu a New York è andato molto bene. Ho parlato circa mezz’ora con il ministro degli Esteri iraniano. Lavoriamo per la pace. Per noi la soluzione diplomatica è la migliore, loro presenteranno un progetto agli americani e vedremo come risponderanno a Washington”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, in un’intervista rilasciata alla Cnn in spagnolo da New York, dove si trova in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ieri, nel primo giorno dell’Assemblea, Tajani ha incontrato l’omologo iraniano Abbas Araghchi. “Noi parliamo con l’Iran, abbiamo buone relazioni, abbiamo l’ambasciata aperta. Certo, non condividiamo la posizione sulla bomba atomica perché siamo contrari. È necessario che l’Iran rispetti le regole, un’arma atomica è pericolosa, ma penso che sia importante parlare, perché ci sono molti problemi”, ha detto Tajani, citando il blocco di Hormuz e il blocco di Bab el-Mandeb. Alla domanda del giornalista sulla minaccia di Donald Trump di annientare l’Iran, Tajani ha poi risposto: “Speriamo che si possa arrivare a un accordo, noi lavoriamo per questo”.

23 settembre 2026

Milei all’Onu: «L’Argentina sta con gli Usa, con Israele, con l’Occidente»

«Abbiamo compiuto una scelta geopolitica: ci siamo schierati inequivocabilmente con l’Occidente. Lo abbiamo fatto al fianco di Stati Uniti e Israele, Paesi con i quali condividiamo una profonda affinità di valori e una complementarità strategica». Lo ha detto il presidente argentino Javier Milei intervenendo all’assemblea generale dell’Onu. «Per questo motivo, condanniamo gli attacchi del regime iraniano contro lo Stato di Israele. Abbiamo classificato le Guardie Rivoluzionarie iraniane come organizzazione terroristica, così come continuiamo a cercare giustizia per i due attentati terroristici subiti sul suolo argentino nel 1992 e nel 1994. Abbiamo deciso di collaborare con il resto del mondo, ma di farlo a testa alta, consapevoli che - ha aggiunto Milei - solo una nazione politicamente rilevante, economicamente influente e militarmente rispettata può essere veramente padrona del proprio destino».

23 settembre 2026

Pezeshkian: «Impossibile costringerci alla resa, lo hanno capito»

«Hanno messo alla prova forza e determinazione dell’Iran e hanno capito che è impossibile costringere l’Iran alla resa». Così il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, dal podio delle Nazioni Unite, passati quasi sette mesi da quando Usa e Israele avviarono operazioni militari contro l’Iran. «Difenderemo il nostro amato Iran fino all’ultimo respiro», ha rimarcato, parlando di dialogo e diplomazia, di negoziati e ripetendo che l’Iran non accetta «la lingua della forza».

Per approfondire: Trump all’Onu: «Putin faccia la pace». E sull’Iran: «Intesa o lo anniento»

23 settembre 2026

Mari in trappola: da Suez a Bab el-Mandeb, le rotte del commercio in ostaggio delle guerre

Prima il Canale di Suez nel 2021, con la portacontainer Ever Given incagliata nell’argine di sabbia. Nel 2022, è stato il turno del Bosforo, a causa dell’invasione russa dell’Ucraina. Poi è toccato al Canale di Panama costretto, tra 2023 e 2024, a limitare il transito delle navi per lo scarso livello di acqua nel lago Gatùn, dovuto al cambiamento climatico. E infine oggi i due stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb tengono in ostaggio il commercio mondiale. Questi cinque ostacoli e interruzioni al commercio hanno bloccato circa un terzo del traffico marittimo internazionale.

23 settembre 2026

Pezeshkian: «Resistenza si rafforza di fronte a sanzioni e bullismo»

Ancora Masoud Pezeshkian dal podio delle Nazioni Unite: «La resistenza degli iraniani sarà solo rafforzata di fronte a sanzioni, pressing intensificato e bullissimo intensificato». Poi: «L’Iran non ha mai avviato una guerra e ha sempre dimostrato il suo impegno per i negoziati - ha incalzato - Hanno imposto la guerra su di noi. Abbiamo dimostrato che non abbiamo paura di combattere, se è guerra di natura difensiva».

23 settembre 2026

Pezeshkian: «Niente armi nucleari ma no limiti a tecnologia pacifica»

«Per il nostro Paese la tecnologia nucleare pacifica è parte del nostro progresso», ha detto Pezeshkian parlando di applicazioni nei settori di energia, sanità e agricoltura. «Non chiniamo la testa e non rinunciamo a un diritto che è chiaramente un nostro diritto - ha proseguito - Diciamo chiaramente, niente armi nucleari, niente limiti a tecnologia nucleare pacifica».

23 settembre 2026

La delegazione Usa lascia l’assemblea dell’Onu con l’attacco di Pezeshkian

La delegazione americana lascia l’aula dell’Assemblea dell’Onu dopo che il presidente iraniano Pezeshkian ha attaccato gli Stati Uniti.

23 settembre 2026

Pezeshkian: «Iran è vittima di terrorismo»

Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha detto che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, «ci ha definiti terroristi», ma «l’Iran è vittima del terrorismo». Le parole sono arrivate all’inizio del suo intervento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tenuto all’indomani di quello di Trump. «Arrivo dall’Iran, dove è stato assassinata la nostra Guida suprema», ha aggiunto, mostrando una foto dell’ayatollah Ali Khamenei. «Dove è stata bombardata una scuola, vedete questi bambini?», ha proseguito, mostrando una foto di bambini uccisi negli attacchi condotti da Israele e Stati Uniti. «Sono morti sotto le bombe americane e israeliane. Non avevano commesso alcun crimine». «Noi ci siamo solo difesi, non siamo terroristi».

23 settembre 2026

Gaza: almeno sei morti in diversi attacchi israeliani

Sono almeno sei i palestinesi uccisi oggi negli attacchi lanciati dalle forze israeliane in diverse aree della Striscia di Gaza. Lo riporta al Jazeera, dopo aver riferito dell’ultimo raid compiuto nel centro dell’enclave palestinese con un drone, che ha causato almeno un morto e diversi feriti.

23 settembre 2026

Al-Sharaa: «Golan resterà territorio siriano»

«Il Golan resterà un territorio siriano». Lo ha detto il leader siriano, Ahmad al-Sharaa, nel suo intervento dal podio delle Nazioni Unite. «Verrà fermato qualsiasi tentativo di violare la nostra sovranità. Qualsiasi tentativo verrà fermato secondo la risoluzione 497 del Consiglio di Sicurezza” delle Nazioni Unite. Una risoluzione molto chiara», ha affermato, ringraziando «tutti i Paesi che rispettano il diritto internazionale».

23 settembre 2026

Iran: numerosi voli compagnie iraniane cancellati dopo sanzioni Usa ma aereo Mahan Air arrivato in Cina

Le principali compagnie aeree iraniane sono state costrette oggi a cancellare i voli internazionali, nel primo giorno dell’entrata in vigore di nuove sanzioni statunitensi, il cui impatto resta difficile da valutare. Ma non tutti gli aerei rimasti a terra. Un aereo della compagnia Mahan Air, una delle due principali compagnie iraniane a operare collegamenti internazionali, è atterrato intorno alle 8.40 Gmt in Cina. Ieri infatti Pechino aveva respinto le minacce degli Stati Uniti di imporre sanzioni a chiunque mantenesse rapporti con il settore dell’aviazione iraniano, definendo queste misure “unilaterali e illegali”. Con queste nuove sanzioni, senza precedenti, gli Stati Uniti intendono aumentare ulteriormente la pressione economica su Teheran. All’inizio di settembre, Washington aveva inserito nella lista nera l’intero settore dell’aviazione iraniana, con l’obiettivo di paralizzare le compagnie aeree iraniane “in tutto il mondo”. Le sanzioni hanno già prodotto alcuni effetti. Ieri Mahan Air ha annunciato la sospensione di tutti i suoi voli verso la vicina Turchia, su richiesta delle autorità turche. E oggi un’importante agenzia di viaggi di Teheran ha dichiarato all’Afp che i voli verso Baghdad (Iraq), Mascate (Oman), Qatar, Georgia e Azerbaigian erano sospesi e che non veniva venduto alcun biglietto. “La situazione è instabile e al momento non vendiamo più biglietti per timore di cancellazioni”, sottolinea all’Afp un agente di viaggio. L’Iran conta complessivamente 27 compagnie aeree, ma la maggior parte effettua esclusivamente collegamenti interni. Le due principali, la compagnia di bandiera Iran Air e la privata Mahan Air, effettuano normalmente la maggior parte dei collegamenti con l’estero, principalmente verso i Paesi confinanti, ma anche verso Russia e Cina. Iran Air ha dichiarato in un comunicato diffuso prima dell’entrata in vigore delle sanzioni di non aver ricevuto, dal canto suo, alcuna istruzione ufficiale da parte di Turchia, Azerbaigian o Iraq che le vietasse di servire questi Paesi confinanti con l’Iran.

23 settembre 2026

Iran: Berlino, positivi colloqui su conflitto, guerra deve finire prima possibile

La Germania accoglie con favore i colloqui avviati a New York tra rappresentanti di Stati Uniti e Iran e auspica che possano aprire la strada a una soluzione diplomatica del conflitto. “Nella misura in cui ci siano effettivi e seri tentativi di raggiungere un accordo con l’Iran, avranno anche il nostro sostegno”, ha detto il portavoce del governo tedesco Stefan Kornelius in conferenza stampa a Berlino. “È chiaro che ora servono soluzioni diplomatiche”, ha aggiunto Kornelius, sottolineando che la guerra deve “finire il più rapidamente possibile”. Il portavoce ha ricordato inoltre l’impatto del conflitto sul tema energetico e sulle rotte commerciali. La Germania, ha spiegato il portavoce del ministero degli Esteri, sostiene il ritorno dell’Iran al tavolo dei negoziati e chiede la fine del blocco dello Stretto di Hormuz e della politica regionale di escalation. “Questi colloqui ci offrono la possibilità di ribadire con chiarezza le nostre posizioni e le nostre aspettative”, ha detto, precisando tuttavia che l’incontro tra il ministro degli Esteri Johann Wadephul e il suo omologo iraniano, previsto a New York, non si era ancora svolto al momento delle dichiarazioni. Berlino, ha aggiunto, è in contatto costante anche con gli Stati partner della regione, direttamente colpiti dal blocco dello Stretto, sul piano economico e soprattutto della sicurezza. L’obiettivo è individuare “soluzioni e percorsi praticabili per entrambe le parti”, senza entrare nel merito di eventuali proposte tedesche: “Non vorrei anticipare i colloqui”, ha precisato il portavoce.

23 settembre 2026

Houthi, intervento Usa nello stretto di Bab el-Mandeb sarebbe linea rossa

Un intervento americano nello stretto di Bab el Mandeb sarebbe considerato dagli Houthi una “linea rossa”. Lo ha detto il consigliere militare del gruppo yemenita, Abed Mohammed al-Thawr, all’Afp. Se gli Stati Uniti “osassero sostenere l’Arabia saudita con raid o appoggio aereo, considereremmo come obiettivi tutti gli interessi americani nella regione”, ha aggiunto al-Thawr, consigliere del ministro della Difesa dell’autoproclamato governo degli Houthi.

23 settembre 2026

Netanyahu, “ucciso capo dipartimento finanziario di Hamas a Khan Younis”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno riferito che un attacco israeliano a Khan Younis ha ucciso Muhammad Abu Alwan, presunto capo del dipartimento finanziario di Hamas. In una dichiarazione congiunta pubblicata su X del premier, hanno elogiato l’esercito israeliano e l’agenzia di intelligence interna per quella che hanno definito una “operazione di precisione”.

23 settembre 2026

Confronto Trump-Xi a Washington, chi rischia di più è il presidente Usa

Rita Fatigusodi Rita Fatiguso

 Reuters

I due uomini più potenti al mondo, Xi Jinping e Donald Trump, tornano a incontrarsi a pochi mesi di distanza nell’ennesimo tentativo di far quadrare relazioni bilaterali sconnesse sbrogliando la matassa di conflitti e guerre commerciali che avviluppano sempre di più l’intera umanità. I due contendenti partono da una situazione, in casa propria, molto differente e chi viaggia sul filo del rasoio in vista dell’esito del negoziato è il presidente americano.

23 settembre 2026

Media, “consiglieri iraniani decisivi per l’avanzata degli Houthi in Yemen”

Consiglieri delle Guardie rivoluzionarie iraniane (i Pasdaran) sono stati “presenti sul campo”, contribuendo a “dirigere i combattimenti”, in sostegno alla recente avanzata dei ribelli Houthi nello Yemen occidentale, che ha permesso loro di ottenere il controllo di aree strategiche sulla costa a discapito dei filogovernativi sostenuti da Riad: è quanto riporta Associated Press sul proprio sito web, citando, a supporto dell’informazione, dieci tra alti funzionari e fonti militari di entrambe le parti in causa. Questo intervento, aggiunge Ap, “dimostra come l’Iran abbia trasformato gli Houthi in un importante partner regionale, in grado di aprire un nuovo fronte nella più ampia guerra con gli Stati Uniti”. Per i ribelli filo-Teheran, quella del mese in corso è stata “la più grande conquista territoriale degli ultimi anni”, nell’ambito della devastante guerra che ha funestato lo Yemen a partire dal 2014. Per la loro rapida offensiva, gli Houthi hanno anche sfruttato divisioni interne alle milizie alleate del governo ufficiale yemenita sostenuto dall’Arabia Saudita, aggiunge l’Ap. I combattenti filo-iraniani sono anche “riusciti a penetrare nelle comunicazioni interne di una delle principali forze” avversarie, la Resistenza Nazionale, potendo così “monitorarne i movimenti e seminare confusione”. La precipitosa ritirata dei filo-governativi da punti chiave come la città costiera di Mokha e isole strategiche nell’area dello stretto di Bab-el-Mandeb ha accentuato l’efficacia dell’avanzata degli Houthi.

23 settembre 2026

Media, il Board of peace presenta piano per Gaza, interventi per 2,4 miliardi

Il Board of Peace di Trump presenterà oggi, durante una riunione degli Stati membri, un piano per la ricostruzione iniziale di Gaza del valore di 2,45 miliardi di dollari e della durata di sei mesi. Lo scrive Barak Ravid su Axios e il canale israeliano N12. La proposta, che comprende 66 progetti, è una delle tabelle di marcia più complete finora elaborate per la ricostruzione della Gaza postbellica. Secondo una copia del piano di News 12, il documento include spese previste per alloggi temporanei, rimozione delle macerie, riabilitazione degli ospedali, ripresa economica e dispiegamento di una forza di sicurezza multinazionale.

23 settembre 2026

Iran, Araghchi a Barrot: «Inaccettabili» i doppi standard francesi

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio con il suo omologo francese, Jean-Noel Barrot, a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, durante il quale ha criticato le posizioni “interventiste” della Francia nei confronti dell’Iran e ha esortato l’ambasciata francese a rispettare le leggi e i regolamenti nazionali.

Araghchi ha inoltre definito “inaccettabile” la posizione della Francia sugli sviluppi regionali, in particolare quella relativa all’aggressione militare statunitense e israeliana contro l’Iran.

23 settembre 2026

Gli Houthi premono su Gibuti: effetto cascata sull’Etiopia

Alberto Magnanidal nostro corrispondente Alberto Magnani

Un murale che simbolizza il blocco dello stretto di  Bab el-Mandeb. Immagine scattata a Sana’a  APN

NAIROBI - Da privilegio geografico a minaccia politica, economica e militare. Con insidie su una regione già inquietata da fibrillazioni interne ed esterne, il Corno d’Africa. Gibuti, poco più di un milione di abitanti su una superficie simile a quella della Slovenia, si ritrova a fronteggiare un allarme scandito da quella che è, o era, la sua principale risorsa: l’affaccio su Bab el-Mandeb, lo stretto che separa Corno d’Africa e Penisola arabica e filtra i flussi energetici e commerciali fra Mar Rosso, Golfo di Aden e Oceano Indiano.

Gibuti deve al suo porto stime di 76% del Pil, veicola quasi il 97% del commercio indirizzato all’Etiopia di Abiy Ahmed e ospita cinque basi militari permanenti di Stati Uniti, Francia, Cina, Giappone e Italia, in aggiunta a truppe di altri Paesi e alla base della missione Ue Aspides. Le incursioni di marzo e aprile degli Houthi, i ribelli filoiraniani dello Yemen, avevano già scatenato i timori sulla tenuta del suo modello. Lo scenario si sta replicando ora, con proporzioni aggravate. Gli Houthi hanno conquistato Perim, un’isola al cuore della strozzatura che permette di minacciare o bloccare del tutto i transiti.

23 settembre 2026

Macron: pronti a partecipare a operazione Hormuz con mandato chiaro

La Francia è pronta a partecipare a un’operazione internazionale nello Stretto di Hormuz, purché abbia un mandato chiaro e carattere esclusivamente difensivo, ma non intende entrare in uno scontro con l’Iran. Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron in un’intervista ad Abc News a New York.

“Siamo pronti a far parte di un’operazione internazionale con un quadro chiaro e puramente difensivo. Non voglio impegnarmi in un confronto con alcun Paese, ma siamo pronti a essere maggiormente coinvolti per proteggere alcune capacità e rendere possibile il transito”, ha dichiarato Macron.

Secondo il presidente francese, la gravità della situazione nello Stretto di Hormuz è stata probabilmente sottovalutata e il problema deve ora essere affrontato.

23 settembre 2026

Operazione a Sana’a contro rete Houthi: uccisi quattro esperti iraniani

Un’operazione di sicurezza e militare condotta all’alba di venerdì scorso nel cuore di Sana’a avrebbe colpito una rete segreta di comunicazioni legata al sistema di comando e controllo degli Houthi, con l’obiettivo di sventare un attacco contro l’Arabia Saudita pianificato dai Guardiani della Rivoluzione iraniani dal territorio yemenita. Lo riferisce Al Arabiya, citando un rapporto di Sheba Intelligence, ma senza precisare a quale forza siano riconducibili i droni e il team impiegati nell’operazione. Secondo il rapporto, l’operazione, denominata ’Nel cuore del nemico’, ha combinato un’azione aerea e una terrestre. I droni avrebbero individuato e seguito i nodi di una rete di comunicazioni in fibra ottica, consentendo a un team a terra di colpire una sala principale delle comunicazioni collegata alla rete all’interno della capitale yemenita. Secondo Al Arabiya, nell’operazione sarebbero stati inoltre uccisi quattro esperti iraniani coinvolti nella rete.

23 settembre 2026

Iran, sale a 19 il numero dei militari Usa morti nel conflitto

È salito a 19 il numero dei militari statunitensi morti nel conflitto tra Stati uniti e Iran. Lo indicano gli ultimi dati ufficiali diffusi dal Pentagono, che ha aumentato di una unità il bilancio delle vittime tra le forze americane impegnate nell’operazione contro Teheran.

L’identità dell’ultima vittima non è stata ancora resa nota ufficialmente.

Secondo il Washington Post, che cita un funzionario della Difesa americana rimasto anonimo, si tratterebbe di una ufficiale che avrebbe avuto un’emergenza medica durante il volo verso il Medio Oriente.

23 settembre 2026

Iran, prezzi petrolio in calo: Brent sotto ai 99 dollari al barile

Aprono in calo i prezzi del petrolio : i futures sul greggio Brent sono scesi dello 0,92% attestandosi a 98,34 dollari al barile. Anche il West Texas Intermediate (Wti) è in calo di 1,37 dollari (-1,51%), scendendo a 89,15 dollari al barile.

23 settembre 2026

Trump all’Onu sull’Iran: «O un accordo o lo anniento»

23 settembre 2026

Iran: trasmesse a Usa via Qatar condizioni per un accordo

L’Iran ha trasmesso agli Stati uniti, attraverso il Qatar a New York, le proprie condizioni per un’intesa, chiedendo tra l’altro la fine della guerra “su tutti i fronti”, lo stop alle azioni militari statunitensi e al blocco navale e la liberazione degli asset iraniani. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei all’agenzia Irna.

Baghaei ha precisato che i contatti con la parte statunitense sono avvenuti attraverso il mediatore qatariota e sono serviti a comunicare le condizioni poste da Teheran.

23 settembre 2026

Concluso round negoziale Usa-Iran a margine Assemblea Onu

Stati uniti e Iran hanno concluso un nuovo round di colloqui a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni unite a New York, condotto attraverso mediatori che hanno fatto la spola tra le due delegazioni. Lo ha reso noto l’inviato speciale statunitense Steve Witkoff.

«Oggi, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni unite, abbiamo avuto lunghi colloqui con la delegazione iraniana attraverso i mediatori, che hanno fatto la spola tra le due parti per tutta la giornata», ha scritto Witkoff su X.

Guerra in Medio Oriente - 22 settembre

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23 settembre 2026

Iran, Trump: «Colloqui in corso, accordo o lo annienterò». Teheran: «Pronti a risposta devastante»

Show di Trump all’assemblea Onu. «Mentre altri parlavano di pace io l’ho realizzata, l’America è più forte che mai», esordisce e poi avverte Teheran: «Sono convinto che farà un accordo dopo midterm o lo annienterò» dice rivelando colloqui Usa-Iran a margine dell’assemblea. Ma i militari di Teheran replicano: «Pronti a infliggere colpi devastanti e imprevedibili».

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