Collaborazione pubblico-privato per promuovere gli investimenti
Il nodo delle risorse
di Marco Morino
3' di lettura
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Molte aree della Penisola necessitano di strutture ospedaliere più moderne, in grado di portare cura e assistenza più vicine alle persone. Vediamo un caso. Nelle Marche, l’Ospedale di San Benedetto del Tronto è diventato un modello in questa direzione, grazie a un articolato piano di interventi che ha migliorato la sicurezza e l’efficienza energetica e gestionale del presidio, oltre a consentire una sensibile riduzione dell’impatto ambientale. La struttura, infatti, a seguito della realizzazione di una coibentazione termica di qualità elevata degli oltre 7mila metri quadrati di coperture piane, dei 15mila metri quadrati di facciate verticali e della riqualificazione della centrale termica, è riuscita a registrare un salto di ben sei classi energetiche, passando dalla precedente “G” all'attuale “A1”.
In questo modo, il presidio ridurrà le proprie emissioni di CO2 di circa il 50%, per un totale di circa 495 tonnellate di anidride carbonica annua in meno nell'atmosfera. I lavori hanno richiesto un investimento da parte della Regione Marche di oltre 5,4 milioni euro. Ma per creare un modello di sanità territoriale realmente efficiente i finanziamenti pubblici, da soli, potrebbero non bastare.
Il Policlinico di Bologna
Nella direzione della sostenibilità energetica ha fatto, inoltre, scuola in ambito sanitario l’intervento di riqualificazione energetica realizzato in Emilia Romagna dal Policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna, tra le strutture ospedaliere più grandi della Penisola, dove è stata realizzata una nuova centrale di trigenerazione, in grado di unire produzione di energia elettrica, termica e frigorifera, oltre al contestuale rifacimento delle reti impiantistiche infrastrutturali. Il progetto ha garantito una riduzione dei consumi energetici del 27% ed una riduzione delle emissioni in atmosfera pari al 31%. Per la realizzazione dell’intervento, dal valore di 37,4 milioni di euro, 4 milioni sono arrivati da fondi statali e regionali, mentre il raggruppamento di imprese che ha realizzato i lavori in project financing ha potuto accedere a un finanziamento ventennale pari a 32 milioni di euro erogato dal Fondo europeo per l’efficienza energetica, dando vita al primo esempio a livello nazionale di obbligazioni di progetto (i cosiddetti project bond).
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