Climate change, quanto costa evitare di riscaldare la terra
di Marzio Galeotti e Alessandro Lanza
3' di lettura
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Articolo tratto da www.lavoce.info
Un rapporto speciale
Curiosa e interessante la coincidenza per la quale il giorno precedente all'attribuzione del Nobel al primo economista del clima, William Nordhaus, l'Ipcc – organo tecnico intergovernativo incaricato di tenere conto dei progressi della scienza in tema di cambiamenti climatici – ha dato alle stampe il suo ultimo prodotto. Si tratta del rapporto speciale sul “Riscaldamento globale di 1,5°C”: è speciale perché non è parte della serie degli Assessment Reports – il prossimo uscirà nel 2022 – che all'incirca ogni cinque anni fanno il punto del nostro sapere sul tema dei cambiamenti del clima.
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L'Ipcc produce occasionalmente rapporti di questo tipo, ma quello in questione è speciale anche per un'altra ragione: è il primo a essere stato esplicitamente “commissionato” dalle parti negoziali dell'Unfccc (la convenzione Onu sui cambiamenti climatici firmata a Rio nel 1992), come previsto e concordato nell'ambito di quel Talanoa dialogue che è stato la principale novità e il maggior risultato di Cop23/Bonn. Si tratta di un dialogo “facilitativo” che dovrebbe portare i paesi a rilanciare ed incrementare l'ambizione dei propri contributi determinati a livello nazionale (Ndc), che sono il nocciolo dell'Accordo di Parigi. Consiste in una fase preparatoria con apporti di diversi portatori di interesse, sia statali che non-statali, e basata per l'appunto anche sui contributi dell'appena pubblicato Special Report dell'Ipcc su 1,5°C. Questa fase è poi destinata a sfociare in quella politica della Cop24 di Katowice (Polonia), in calendario dal 3 al 14 dicembre prossimo.
Il carbon budget
Ma cosa dice il rapporto? Il concetto chiave da cui partire è carbon budget, concetto oggi molto in voga tra gli esperti. Immaginiamo di avere uno stock di emissioni che l'umanità può produrre a partire dalla rivoluzione industriale fino ad arrivare a un riscaldamento del pianeta di +1,5°C. Fino a oggi la temperatura è cresciuta di 1°C. Ai ritmi emissivi attuali quando avremo esaurito il carbon budget? Difficile dare un data precisa, ma è molto probabile che sarà già stato esaurito quando, nel 2023, il sesto Assessment Report “ordinario” vedrà la luce. A meno che…
Già oggi si vedono gli effetti dei cambiamenti del clima, soprattutto a danno delle popolazioni più vulnerabili: basti pensare alla maggiore gravità degli uragani e alla siccità, alla perdita di ghiaccio artico e alla riduzione della barriera corallina, alle ondate di calore, al calo della resa dei raccolti agricoli, all'innalzamento del livello del mare. Tutti fenomeni di cui noi, alle nostre latitudini, ci accorgiamo ancora in misura limitata. Il rapporto ci dice cosa succederebbe e cosa eviteremmo se riuscissimo a contenere l'aumento della temperatura.

