Climate change, una generazione in marcia per difendere la Terra
Daniela ha 13 anni, ne avrà 43 nel 2050. È una delle centinaia di migliaia di giovani in marcia a New York per invocare interventi urgenti contro il cambiamento climatico: «Sono qui perché penso che possiamo fare la differenza, se ci muoviamo tutti insieme. E dobbiamo iniziare dalle cose di tutti i giorni: meno aria condizionata nelle case, meno auto private, più mezzi pubblici»
di Gianluca Di Donfrancesco
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«Sono qui perché penso che possiamo fare la differenza, se ci muoviamo tutti insieme. E dobbiamo iniziare dalle cose di tutti i giorni: meno aria condizionata nelle case, meno auto private, più mezzi pubblici». Daniela ha 13 anni, ne avrà 43 nel 2050. Come sarà il suo mondo, dipenderà dalle scelte che individui , Governi e imprese fanno (o non fanno) oggi per contrastare il cambiamento climatico, definizione un po’ anestetizzata per descrivere fenomeni come desertificazione, scioglimento dei ghiacci, innalzamento del livello degli oceani.
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Per garantirsi un futuro vivibile, venerdì 20, Daniela è scesa in strada, in braccio un cartello con la scritta «Basta negare, è ora di prepararsi», e si è unita alle decine di migliaia di studenti che hanno dato vita alla marcia di New York.
Si sono dati appuntamento a Foley Square, a pochi passi dalla City Hall, dove il sindaco Bill de Blasio ha diffuso una dichiarazione congiunta con i suoi colleghi di Londra, Parigi, Los Angeles e Copenaghen: «Quando la tua casa è in fiamme, qualcuno deve suonare l’allarme. I giovani nelle nostre città, mostrando incredibile maturità e dignità, stanno facendo la cosa giusta».



