Sul climate change il mondo dell’economia e della finanza, abituato a pensare solo a medio termine, non dev’essere miope. Come spiega il capoeconomista di Moody's Analytics, Mark Zandi, «gli effetti più draconiani del cambiamento climatico non verranno avvertiti fino al 2030 e oltre, e non diventeranno particolarmente pronunciati fino alla seconda metà di questo secolo».
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Buona parte degli stessi modelli previsionali non si spingono oltre i prossimi trent’anni, spiega Zandi, ma è dal 2050 in poi che la situazione potrebbe davvero sfuggirci di mano se non avremo lavorato sodo. «Il mondo di economia, finanza e politica si concentra sul prossimo anno - continua il capoeconomista di Moody's Analytics - o al massimo sui prossimi cinque, e questo rende difficile una risposta immediata e molto determinata al problema».
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Secondo il report, il cambiamento climatico impatterà sull'economia mondiale attraverso sei canali: aumento del livello dei mari, peggioramento della salute, diminuzione della produttività del lavoro, turismo, domanda di energia e soprattutto agricoltura.