Tra emancipazione digitale e difesa dei diritti
di Paolo Benanti
di Alessia Maccaferri
3' di lettura
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Chiudere le industrie basate sulle fonti fossili di energia al 2030. È la più importante richiesta contenuta nel documento finale della Youth4Climate, la conferenza dei giovani sul clima in corso a Milano. Il documento finale è diviso in quattro punti, uno per ogni tavolo di lavoro. Sarà presentato il 30 settembre all'apertura della Pre-Cop26. Soddisfatto il ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani: «Sono stati approvati i messaggi chiave di un documento molto buono». E Greta Thunberg incontrerà Mario Draghi
Al primo punto della bozza, dedicato al ruolo dei giovani nella lotta alla crisi climatica, si chiede ai governi e alle istituzioni internazionali di coinvolgere i giovani in tutte le questioni che riguardano l'agomento e di stanziare fondi per questo.
Il secondo punto riguarda la ripresa dopo la pandemia. I giovani della Youth4Climate chiedono una transizione energetica al 2030 con rinnovabili e risparmio energetico, in grado di garantire posti di lavoro dignitosi, il rafforzamento delle misure di adattamento e resilienza col rispetto delle popolazioni locali, un sistema trasparente di finanza per il clima, un turismo internazionale responsabile che rispetti le comunità locali.
Al terzo punto, sul coinvolgimento dei soggetti non statali, ragazze e ragazzi chiedono di sostenere la partecipazione di giovani imprenditori, artisti, agricoltori e atleti nell'adozione di misure contro la crisi climatica. Chiedono inoltre che il settore privato si ponga obiettivi di zero emissioni, che l'industria delle fonti fossili sia chiusa al 2030 e che governi e privati smettano di finanziarla.
Il quarto punto riguarda la costruzione di una società consapevole dei temi climatici. La Youth4Climate chiede ai governi di impegnarsi per sostenere un sistema educativo sul cambiamento climatico e di costituire piattaforme che coinvolgano tutti i soggetti interessati a impegnarsi sul tema.