Citroën pronta a festeggiare i 70 anni della leggendaria (e bellissima) DS
La casa francese nel 1955 lanciò una delle auto più sofisticate della storia, icona di design e capolavoro di ingegneria all’avanguardia
6' di lettura
6' di lettura
Citroën inizia i festeggiamenti per i 70 anni di un’auto iconica, leggendaria e tecnicamente all’avanguardia: la DS (Deesse, dea in francese proprio a simboleggiarne le doti uniche di un auto nata nel 1955 e rimasta in produzione fino al 25 aprile del 1975. 49 anni fa, infatti, concludeva il suo ciclo di vita per lasciare spazio alla erede: la CX. Un carriera conclusa con quasi 1.4 milioni di esemplari prodotti. Infatti, dalla catena di montaggio Citroën di Rennes-La Janais usci l’esemplare numero 1.330.755 dopo quattro lustri carriera, due generazioni (con i fari tondi o quelli che divennero ellissoidali), allestimenti più eccomici battezzati ID, con il montate posteriore in lamiera ondulata, versione too chiamate Pallas (nome usato anche su Citroën GS e CX), una spettacolare variante cabriolet e persino la station wagon Break, famosa per trasportare giornali. E anche un soprannome: Squalo. Tra i suooi
I settant’anni della Dea della DS cadono proprio il prossimo anno. La déesse, in francese la “dea” è stata non solo uno modelli più rappresentativi del marchio Citroën, ma anche di una vettura che ha introdotto novità tecniche sostanziali nel panorama automobilistico internazionale e che, dunque, merita un approfondimento storico adeguato. Partiamo dunque dall’idea di progettare e realizzare una vettura come la DS, da noi soprannominata anche “squalo” che secondo i bene informati risalirebbe addirittura alla fine degli anni trenta, quando si stava iniziando ad ipotizzare una possibile sostituta della Traction Avant, ma beninteso in quel periodo la Traction Avant era ancora all’apice della propria carriera automobilistica. Forse è per questo che il debutto del modello avvenne con un pò di ritardo e soltanto nel 1955 al Salone di Parigi.
Citroën Ds, rivoluzione idraulica
Tra i suoi elementi distintivi e incredibili per l’epoca: sospensioni idropneumatiche che le permettvano di viaggiare su tre ruote, fari che seguivano le curve, 4 freni a disco, servosterzo e freni idraulici “a bottone”. Un capolavoro firmato Citroën fatto di sopraffina meccanica dei fluidi con una carrozzeria dallo stile mozzafiato 8anche oggi) e dall’aerodinamica ultra curata.
Citroën Ds, la genesi
Fin dall’esordio la DS ottenne consensi unanimi. Il merito va attribuito al direttore tecnico di Citroën di quell’epoca, André Lefebvre e al suo team. Facevano parte di quel gruppo Paul Mages, che studiò le sospensioni, Flaminio Bertoni che disegnò l’auto e Walter Becchia che si occupò dei propulsori. Il modello esposto per la prima volta al Salone di Parigi del 1955 si chiamava esattamente DS 19 ed era equipaggiato con un 1900 cc in grado di sviluppare 75 cavalli e raggiungere una velocità massima di 140 kmh. L’auto destò grande interesse perché utilizzava delle scelte rivoluzionarie sia dal punto di vista del design che per quanto riguardava la meccanica. Innanzitutto le originalità estetiche: la particolare carrozzeria aerodinamica aveva la carreggiata anteriore decisamente più larga di quella posteriore e il tetto in vetroresina.
Citroën Ds, le innovazioni tuttora all’vanguardia
Altra innovazione erano i materiali utilizzati per la plancia e i sedili, assolutamente inediti per quei tempi. Ma la novità di maggior rilievo adottata sulla DS era di tipo meccanico e riguardava le sospensioni idropneumatiche in grado di garantire un confort che solo poche atre vetture potevano offrire. Il sistema si basava su una pompa che inviava olio in pressione a sfere contenenti azoto e una membrana che lo separava dal circuito idraulico. Il gas, comprimibile, funzionava da molla, mentre il fluido che invece era incomprimibile controllava le reazioni.










