Elezioni in Cisgiordania: Fatah verso la vittoria ma a Gaza avanti di poco
Con lo spoglio in corso, Fatah annuncia il successo in molte città palestinesi, mentre persistono tensioni e violenze legate al conflitto israelo-palestinese
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Con il 95% delle schede scrutinate, le elezioni comunali palestinesi tenutesi sabato vedono una sostanziale vittoria di Fatah. Tuttavia certificano anche l’emergere di alcune liste di candidati indipendenti, identificati con l’opposizione interna del partito del presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese (Anp) Abu Mazen (Mahmoud Abbas), novantenne e in carica dal 2005, contro cui negli anni i sondaggi hanno evidenziato un malcontento generale, contestando la mancanza di rinnovamento di leadership e corruzione.
Ancora prima dell’annuncio dei risultati preliminari, in mattinata Fatah aveva dichiarato che le sue liste elettorali ’Resilienza e Generosità’ avevano ottenuto ’’una schiacciante vittoria’’, descrivendo il risultato come ’’un referendum popolare che approva il suo programma politico e la sua visione nazionale’’.
Fatah si aggiudica così in Cisgiordania comuni importanti come Hebron, Tulkarem, Salfit e Al-Bireh, mentre a Ramallah e Nablus il risultato è stato ottenuto ’per acclamazione’’, ha affermato il partito, in quanto non si è presentata nessuna lista concorrente, rendendo di fatto superflua la consultazione elettorale.
A Deir el Balah - l’unica città della Striscia di Gaza in cui si sono tenute le elezioni, per la prima volta dal colpo di stato di Hamas del 2007 che portò all’espulsione dall’enclave della rappresentanza dell’Anp - due liste affiliate all’Autorità Palestinese hanno ottenuto 8 seggi, mentre due liste di opposizione a Fatah hanno ottenuto 7 seggi.
Formalmente, Hamas non ha partecipato alle elezioni, anche se alcuni dei candidati di una delle quattro liste sono considerati affiliati alla milizia.







