Cisgiordania, coloni tornano nell’insediamento sgomberato nel 2005. Smotrich: «Uccidiamo idea Stato palestinese»
L’ambasciatore Usa Huckabee definisce «terroristi israeliani» i responsabili dell’assedio alle case palestinesi di Qusra. L’Idf smantella due avamposti illegali, mentre il ministro delle Finanze celebra il ritorno a Ganim
6' di lettura
6' di lettura
L’ambasciatore statunitense in Israele Mike Huckabee li ha definiti «terroristi israeliani». La condanna è arrivata mentre nel villaggio palestinese di Qusra, a sud di Nablus, prosegue da giorni l’assedio di alcune abitazioni da parte di coloni e l’esercito israeliano ha avviato un’operazione che ha portato allo smantellamento di due avamposti illegali e all’allontanamento di famiglie palestinesi dalle loro case. Oggi la Cisgiordania è una «polveriera che potrebbe esplodere da un momento all’altro», nelle parole di un alto funzionario della sicurezza israeliana ad Haaretz.
Chiedilo al Sole
«L’ambasciata Usa a Gerusalemme è stata molto coinvolta e l’Idf e la polizia israeliana sono intervenuti su nostra richiesta per rimuovere i terroristi israeliani responsabili di tutto questo», ha scritto Huckabee su X. «Le azioni contro l’abitazione di questa famiglia sono criminali». L’ambasciatore ha definito «disgustoso» quello che ha descritto come «un orribile atto di terrorismo volto a intimidire e molestare questa famiglia», aggiungendo che «non ci sono scuse per un simile comportamento da teppisti».
La famiglia a cui si riferisce l’ambasciatore è quella di Lou Ridi, cittadino palestinese-statunitense residente in Ohio. Nell’abitazione si trovavano il fratello, Qusai Abu Rida, 48 anni, e il figlio adolescente. Ridi ha raccontato all’Associated Press che per diversi giorni i due non hanno potuto ricevere nuove scorte di cibo e acqua. Secondo la sua testimonianza, la casa era già da mesi oggetto di intimidazioni, con i coloni che avrebbero interrotto acqua ed elettricità e lanciato pietre, danneggiando la proprietà. «Siamo prigionieri nella nostra stessa casa, ostaggi nella nostra stessa casa», ha denunciato. Giovedì mattina, 13 agosto, Qusai Abu Rida ha riferito che lui e il figlio erano stati trasferiti dall’esercito israeliano in un’altra abitazione, senza però poter lasciare la zona. L’Idf non ha confermato il trasferimento. Il sindaco di Qusra, Abdel Azim Wadi, ha dichiarato all’Associated Press che complessivamente sette abitazioni erano state evacuate per consentire alle forze israeliane di prendere posizione nel villaggio.
Huckabee ha anche smentito che sia stato necessario un intervento diretto della Casa Bianca. Secondo l’ambasciatore, la rappresentanza statunitense stava già seguendo la vicenda e aveva tenuto Washington costantemente informata. Huckabee è da tempo vicino al movimento dei coloni israeliani e in passato ha sostenuto il controllo israeliano sulla Cisgiordania occupata, pur condannando gli episodi di violenza.
L’assedio a Qusra è cominciato domenica scorsi. I coloni hanno bloccato gli accessi ad alcune abitazioni e impedito agli occupanti di uscire. I soldati israeliani erano intervenuti nel tentativo di ristabilire l’ordine. Martedì l’esercito aveva definito l’assedio «illegale, riprovevole e inaccettabile» e dichiarato l’area zona militare chiusa. Ma già mercoledì decine di coloni erano tornati nella zona e avevano nuovamente bloccato una strada con delle pietre. Anche dopo l’ultima operazione militare, secondo residenti e media israeliani, alcuni coloni sono rimasti nell’area. Reuters riferisce che l’assedio e i blocchi sono proseguiti nonostante i tentativi dell’esercito di allontanarli.






-U28143808023iCj-1440x752@IlSole24Ore-Web.jpg?r=650x341)
