Spring break

Circa 4,7 milioni di pernottamenti per il ponte del 25 aprile

Positivo il trend degli arrivi dall’estero mentre per i connazionali sarà all’insegna delle gite fuori porta

di Enrico Netti

 (Ansa)

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Toccata e fuga per il “Ponte” del 25 aprile e soprattutto si riconfermano i valori del 2025 quanto il calendario era nettamente più favorevole e con pochi giorni di ferie si riusciva a fare 2 settimane, da Pasqua al 1° maggio, fuori casa.

I trend della clientela internazionale

Secondo le rilevazioni del ministero del Turismo dopo un primo trimestre in crescita sia il 25 aprile che il Primo maggio, il classico spring break, mostrano una performance già ai livelli dello scorso anno, con un prezzo medio inferiore di circa il 7% e un tasso di saturazione delle agenzie di viaggio online mediamente in linea. Inoltre per la primavera, l’intenzione di viaggio verso l’Italia risulta in crescita dagli usa e più marcata da Germania, Regno Unito e India, con aumenti moderati anche da Cina, Giappone e Paesi Bassi. Tra le destinazioni cresce il peso di Milano per effetto della Milano design week, Per la prossima settimana il prezzo risulta inferiore al 2025 (-8,5%), ma la saturazione rimane superiore (+8,7%). Venezia si conferma una delle destinazioni più solide. Nella settimana del 20 aprile il prezzo medio risulta ancora inferiore al 2025 (-12,0%), ma la saturazione è già superiore (+7,6%). Nella settimana del 27 aprile il prezzo è sostanzialmente in linea con saturazione ancora in crescita (+6,7%). Nella settimana del 04 maggio si osserva una forte accelerazione (saturazione +19,5%), evidenziando una domanda particolarmente robusta.

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La Capitale mostra una dinamica molto solida, in particolare sul fronte della saturazione. Nella settimana del 20/04 si registra una riduzione del prezzo medio (-9,1%) ma un significativo incremento della saturazione (+14,0%). Nelle settimane successive il prezzo rimane leggermente inferiore al 2025 (-5,8% e -5,2%), mentre la saturazione continua a risultare superiore (+6,5% e +3,9%). Questo indica una domanda presente e attiva, con un pricing ancora leggermente più prudente rispetto al 2025.

Firenze presenta un andamento analogo a quello di Roma. Nella settimana del 20 aprile il prezzo medio è inferiore al 2025 (-11,1%), con saturazione superiore (+6,0%). Nella settimana del 27 aprile il gap di prezzo si riduce (-3,2%), mentre la saturazione cresce ulteriormente (+7,9%). Nella settimana del 04 maggio il prezzo rimane leggermente inferiore (-4,0%) con saturazione ancora positiva (+3,7%). La città si posiziona tra le destinazioni d’arte più solide in termini di domanda. Palermo evidenzia una dinamica particolarmente interessante, risultando tra le destinazioni più vicine ai livelli 2025 già nei ponti. Le variazioni di prezzo sono contenute (-2,0%, -1,7% e -2,5% nelle tre settimane analizzate), mentre la saturazione risulta generalmente in linea o superiore, ad eccezione della settimana del 04 maggio.

Gli italiani in viaggio

Il calendario non aiuta ma il meteo innesca la voglia di un weekend fuori casa ma senza esagerare a causa del caro benzina. Così per il weekend del 25 aprile, il tasso medio di saturazione della ricettività disponibile sui portali online si attesta all’80%, con circa 4,7 milioni di pernottamenti stimati nelle strutture ricettive italiane. Saranno soprattutto micro-vacanze, di breve durata e verso mete vicine, ma sufficienti a dare una spinta ai consumi turistici di primavera. È quanto emerge dal monitoraggio realizzato dal Centro Studi Turistici di Firenze per Assoturismo Confesercenti. La domanda si concentrerà soprattutto sulle destinazioni di prossimità: città d’arte, borghi, località outdoor, mare e montagna. Le performance migliori si registrano nelle aree montane, dove la saturazione dell’offerta disponibile online raggiunge l’89%, seguite dalle città e dai centri d’arte all’85% e dalle località rivierasche. Sarà mare per l’84%.

Più contenuti i valori per laghi, 75%, località termali, 74%, e aree rurali e di collina, 73%. Anche sul piano territoriale, sempre secondo i dati di Assoturismo, emergono andamenti differenziati. I tassi più elevati sono rilevati nel Nord Est e nel Nord Ovest, entrambi all’83%, trainati in particolare da Trentino-Alto Adige e Lombardia. Il Centro Italia si attesta all’80%, con la Toscana in evidenza, mentre Sud e Isole si fermano al 75%, con risultati migliori per Sardegna, Puglia e Sicilia. Il quadro resta però segnato da una forte incertezza. Le tensioni geopolitiche, la crisi energetica e la volatilità dei prezzi dei trasporti stanno incidendo sulle scelte dei viaggiatori e potrebbero ridisegnare i comportamenti turistici nei prossimi mesi. La tendenza già visibile è quella di soggiorni più brevi, maggiore attenzione al budget e preferenza per mete considerate più sicure e raggiungibili anche con mezzo proprio. Un campanello d’allarme perché già negli anni scorsi gli italiani hanno accorciato la durata delle vacanze, scendendo a meno di sette giorni.

Anche per questo motivo per il 25 aprile, a dirlo l’analisi di Coldiretti/Ixè, un italiano su due si concederà un picnic, la gita al mare o in campagna o in alternativa la rimpatriata tra amici e parenti. Circa 2 milioni riusciranno a concedersi una breve vacanza. Negli agriturismi, a dirlo le previsioni di Campagna Amica e Terranostra, sono attesi circa 350mila ospiti con le esperienze di enoturismo in forte crescita, ma anche birraturismo, oleoturismo e caseario. Visitatori curiosi di imparare dai produttori, tra wellness, yoga, corsi di cucina e cammini rurali.

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