Ciocomiti vola in quota: così il cioccolato delle Dolomiti conquista il mercato
Dalla lavorazione artigianale alla stagionatura in alta montagna, un percorso che unisce qualità, territorio e filiera controllata
2' di lettura
2' di lettura
Con il cioccolato di montagna Ciocomiti ci guadagna: infatti il mercato ha premiato l’azzardo di Matteo Fedrizzi, un giovane imprenditore che nel 2014, prima da solo e poi insieme a Luca Bondioli, ha creato questo laboratorio artigianale per produrre in Trentino del cioccolato di alta gamma, ottenuto da fave di cacao selezionate e acquistate in modo etico, e poi fatto affinare sulle Dolomiti. Tra 2021 e 2024 il fatturato dell’azienda (il cui nome è una crasi tra cioccolato e Dolomiti) è passato da 1,2 a 2,7 milioni di euro, con un Cagr del 29,09% e un Ebitda sempre positivo. Ciocomiti è al 228esimo posto di Leader della crescita 2026, la classifica del Sole 24 Ore e Statista. A credere per primo nel progetto è stato Trentino Sviluppo, che ha affidato alla società gli spazi dell’Innovation Center di Malè, nato dal recupero con riqualificazione energetica di una ex fabbrica dismessa, dove i due soci hanno avviato il primo laboratorio, investendo oltre 900mila euro in tecnologie 4.0 per realizzare una lavorazione “bean to bar” unica, capace di preservare la qualità delle fave di cacao provenienti da piantagioni selezionate nelle zone più vocate del mondo. Infatti Ciocomiti segue l’intera filiera, controllando direttamente ogni fase del processo: dalla selezione delle materie prime fino alla trasformazione finale attraverso la macinatura su pietra naturale e la lavorazione a basse temperature, per poi far affinare il cioccolato sopra i 2mila metri di altitudine nel cuore delle Dolomiti di Brenta.
Alla produzione di tavolette, praline, torte e gelati (anche con il marchio Dolomitos destinato al canale della Gdo), Ciocomiti ha poi affiancato la gestione di alcuni negozi specializzati in alcuni dei principali centri turistici trentini per poi trasformare la Malga Vigo in Baita Ciocomiti, un “experience center” dove offrire a sciatori ed escursionisti l’esperienza della degustazione di cioccolato di qualità. «La nostra più grande soddisfazione – commenta Matteo Fedrizzi – è quella di aver realizzato un’azienda fortemente orientata all’innovazione e alla qualità».
Poi, nel 2024, il grande salto. La produzione si sposta nel nuovo stabilimento di Dimaro-Folgarida, che triplica la capacità produttiva e dove si trova anche il Ciocomiti Café. Poi l’espansione della rete di punti vendita e l’avvio di partnership strategiche ne ampliato la presenza in Italia e all’estero. E per il futuro c’è un piano di espansione ambizioso: Ciocomiti vuole aprire 8 punti vendita entro il 2027, potenziare le vendite online, crescere nella Gdo e inaugurare un museo finalizzato a offrire un’immersione completa nell’arte della cioccolateria.


