Agroalimentare

Cioccolatò torna a Torino, snodo dell’industria italiana del cacao

Nella provincia è concentrato il 7% delle imprese del comparto - La kermesse dedicata al cioccolato, dal 13 al 17 febbraio, apre un’area business

di Filomena Greco

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Appuntamento a Torino per l’industria del cioccolato Made in Italy, che conta in totale 755 imprese di lavorazione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie, numero che si moltiplica per due volte e mezzo se si considerano anche le attività commerciali. In Piemonte di imprese ce ne sono 106, il 14% del totale nazionale, per metà concentrate a Torino e provincia, quasi il 7% dell’intera manifattura italiana del comparto.

Le esportazioni italiane di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie, secondo le elaborazioni curate dalla Camera di commercio di Torino, hanno raggiunto i 2,4 miliardi di euro nei primi 9 mesi del 2025, in crescita del 93,2% nei confronti dello stesso periodo del 2020. Anche rispetto al 2024, le vendite all’estero di cioccolato e altre preparazioni alimentari contenenti cacao crescono di oltre il 20%.

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Nel 2024 (ultimo dato disponibile), le famiglie italiane hanno speso in media 23 euro al mese per zucchero, prodotti dolciari e dessert (il 4,7% delle spese alimentari), di cui 6,85 euro nella sola categoria del cioccolato, cacao e prodotti alimentari a base di cacao. Il dato è in crescita rispetto al 2022, quando la spesa media famigliare complessiva per questa categoria era pari a 20,95 euro, di cui 6,19 per prodotti in cioccolato.

I dati sono stati illustrati in occasione della presentazione dell’edizione 2026 di Cioccolatò, storica manifestazione dedicata ai grandi produttori di cioccolato italiani e piemontesi e agli artigiano. La kermesse si svolgerà dal 13 al 17 febbraio nel cuore di Piazza Vittorio, nel centro della città, e lo spazio della Casa del cioccolato ospiterà 30 appuntamenti dedicati a degustazioni, show-cooking, incontri tematici e assaggi.

In questo contesto, Torino si candida ad essere il polo di riferimento italiano della filiera del cioccolato, con un evento che vuol essere un vero e proprio hub strategico capace di far dialogare l’intero ecosistema produttivo. La novità dell’edizione 2026 è la nascita dell’Area B2B, uno spazio esclusivo dove produttori e buyer nazionali e internazionali potranno incontrarsi per stringere nuovi accordi commerciali.

Il Piemonte è terra di storici nomi dell’industria del cioccolato, da Ferrero a Novi, passando per Baratti&Milano, Streglio e Domori, realtà affiancate negli anni da nuovi maestri cioccolatieri come Guido Gobino e Guido Castagna. Un’industria che ha saputo reinventarsi, che oggi è alle prese con i problemi legati al prezzo e alla resa della materia prima, il cacao, ma che affonda le radici nella più antica tradizione artigianale italiana.

L’ultima battaglia legata al riconoscimento di qualità per i prodotti locali è rappresentata dal percorso di certificazione IGP per il Gianduiotto di Torino, promosso dal Comitato promotore del Gianduiotto di Torino IGP, presieduto dal maestro cioccolatiere Guido Castagna insieme al segretario Antonio Borra. Il percorso, sostenuto dalla Regione Piemonte e da un consorzio di produttori artigianali, ha mirato a tutelare la ricetta tradizionale con Nocciola Piemonte. Il disciplinare impone l’uso di Nocciola Piemonte IGP, zucchero e cacao di qualità, vietando grassi vegetali idrogenati, con un logo specifico che ne garantirà l’autenticità e la lavorazione tradizionale.

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