Quanto valgono le promesse mancate di Apple sull’Ai?
di Alessandro Longo
di Marta Testi
3' di lettura
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In Europa le piccole e medie imprese rappresentano la spina dorsale dell’economia. Secondo i dati recenti della Commissione Ue, si contano circa 23 milioni di piccole e medie imprese nei 27 Paesi membri. Queste costituiscono quasi il 99% del totale delle imprese europee, impiegano circa il 65% della forza lavoro del settore privato e contribuiscono a oltre il 50% del valore aggiunto generato nell’Unione Europea. Se facciamo uno zoom sull’Italia, le Pmi rappresentano una parte ancora più rilevante del tessuto economico rispetto alla media europea. Si stima che ci siano circa 4,5 milioni di Pmi, che costituiscono oltre il 99% delle imprese italiane e che queste impieghino circa il 78% della forza lavoro del settore privato, generando oltre il 60% del valore aggiunto nazionale.
Partendo da questa premessa, la crescita di questo importante asset è la missione che tutti dovrebbero avere in mente. Cresci o esci sintetizza da anni il must della crescita che la maggior parte delle imprese ha perseguito per giocare da protagonista non solo nel campionato domestico, ma anche europeo e globale. Le piccole e medie aziende e la loro crescita sono al centro dell’attenzione a livello locale, nazionale e sovranazionale e nel report sulla competitività dell’Europa recentemente pubblicato, Mario Draghi le considera cruciali per la crescita economica e l’innovazione dell’Europa.
Diversi sono gli elementi abilitanti della crescita di questo tipo di impresa. Già nel 2018 su queste pagine avevo provato a sintetizzarli usando la metafora della ricetta. Dal mio osservatorio privilegiato, gli ingredienti della ricetta della crescita sono cinque. Il primo è la strategia: la capacità di tradurre il sogno imprenditoriale in una chiara visione declinata in una strategia aziendale. Con strategia mi riferisco al creare le condizioni perché in un’azienda di piccola e media dimensione ci sia, tutti i giorni, chiarezza e condivisione di dove si vuole andare. Strategia in azione quindi.
Il secondo ingrediente sono le persone. Una strategia brillante e vincente non esiste se non ci sono poi le persone e quindi un’organizzazione pronta a realizzarla, tutti i giorni, passo dopo passo. Come ogni organismo vivente, l’impresa ha la capacità di adattarsi e di cambiare solo se le singole cellule che lo compongono hanno questo messaggio scritto nel loro Dna, quindi serve investire tutto il tempo a disposizione nel trovare le persone giuste, nel metterle nelle condizioni di creare impatto e quindi essere motivate e nel farle crescere. Se non crescono le persone, non cresce l’impresa.
Il terzo ingrediente è l’innovazione. Non è semplice innovare per le Pmi: se questo è vero, è però altrettanto vero che le Pmi devono innovare perché se non lo fanno non sono in grado di stare sul mercato e di competere con le grandi. Quello che è difficile per le Pmi è far crescere la propria cultura dell’innovazione con budget piccoli e spesso senza troppa struttura. Ma quelle che ci riescono, non sono seconde a nessuno. Poi ci sono i mercati. Il quarto ingrediente sono sicuramente i mercati di sbocco sui quali vendere il proprio prodotto o servizi e quindi i canali con i quali raggiungerli. Sottovalutare la scelta dei mercati e la fase di test dei propri prodotti o servizi nei nuovi mercati e nei nuovi canali per raggiungerli, spesso vanifica tutto il resto e trasforma la ricetta da perfetta a immangiabile. Infine la finanza. Il quinto ingrediente sono le risorse economiche disponibili per finanziare tutto quello di cui abbiamo parlato fin qui. L’ingrediente qui è chiaro, ma come per la farina, è difficile pensare che ce ne sia una sola. Lo stesso vale per gli strumenti e le forme di finanza a supporto della crescita. Una cosa è certa: il debito tradizionale, che è ben conosciuto dalle imprese, non basta e non potrà bastare per affrontare le sfide che la crescita impone, soprattutto nel contesto quanto mai complesso e multi sfaccettato che abbiamo oggi di fronte. All’inizio ho detto che gli ingredienti della ricetta della crescita sono cinque e forse sono stata imprecisa perché c’è un ingrediente segreto che rende la ricetta della crescita efficace: le relazioni. Il capitale relazionale è chiave perché non esiste strategia, mercato, innovazione o finanza che basti, se non amalgamato bene e con cura con il capitale relazionale, incluso quello relativo alle filiere tanto cruciali per un tessuto economico e imprenditoriale come quello italiano. La ricetta della crescita è la sintesi di quello che come Elite, parte del Gruppo Euronext, facciamo tutti i giorni: supportiamo le imprese, gli imprenditori e i manager nel lavoro più affascinante e d’impatto: fare impresa e crescere. Solo se come Paese saremo in grado di far confluire tutti i nostri sforzi verso la missione di far crescere le imprese, potremo dire di essere stati dei bravi chef, magari anche stellati.