Decarbonizzazione

Cina e Paesi Nordici navigano sull’onda delle flotte elettriche

Pechino ha varato la nave mercantile a batterie più grande del mondo. Nei fiordi norvegesi sono ammesse solo imbarcazioni a zero emissioni

di Elena Comelli

Portacontainer. La nave cinese da 10mila tonnellate è la più capiente portacontainer elettrica del mondo. La casa madre Ningbo Ocean Shipping ha 32 navi ecologiche

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Una nuova portacontainer da 10mila tonnellate solca i mari della Cina dal mese scorso. Si chiama Ningyuan Diankun e può essere scambiata per una nave mercantile come un’altra, invece ha diverse doti del tutto eccezionali: è elettrica e completamente autonoma. Non è la prima e non sarà certamente l’ultima, ma per adesso è la più capiente portacontainer elettrica del mondo. Varata nel porto di Ningbo - il più grande al mondo per tonnellaggio di merci movimentate, situato sul delta del Fiume Azzurro - la nave porta nel nome un riferimento al Kun, un Leviatano della mitologia cinese capace di trasformarsi in uccello, e all’elettricità, Dian, sposando l’antico con il moderno.

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Lunga 128 metri e larga 22, la Ningyuan Diankun ha una capacità di 740 Teu (Twenty-foot Equivalent Unit, corrisponde a un container standard di 20 piedi) ed è stata progettata da Sdari, mentre il sistema di propulsione elettrica da 20 MWh è stato fornito dallo Shanghai Marine Equipment Research Institute. Entrambe le realtà fanno parte della China State Shipbuilding Corp, il più grande conglomerato cantieristico al mondo, controllato dallo Stato. Per la propulsione elettrica, l’unità è equipaggiata con dieci moduli di alimentazione grand come un container standard, per una capacità di quasi 20 MWh e un’autonomia di 100–180 miglia nautiche a seconda della velocità e del carico.

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Zero emissioni e zero rumore

«Questo consente alla nave di operare in modalità completamente elettrica, con zero emissioni e zero rumore per l’intera durata del viaggio, adattandosi perfettamente alle esigenze operative del trasporto costiero», ha spiegato Ma Hongmeng, responsabile del progetto, a “China Daily”. Secondo Ma, siamo all’inizio di una nuova era per il trasporto containerizzato costiero cinese. E la casa madre di Ningyuan Diankun lo conferma: «Ningbo Ocean Shipping possiede 32 navi ecologiche e a basso consumo energetico, pari al 57% della sua flotta, e 19 navi intelligenti, il 34% del totale: un segnale dei progressi compiuti nell’ammodernamento verso soluzioni a basse emissioni e a guida intelligente».

Ad Amsterdam solo barche elettriche

L’elettrificazione del trasporto marittimo, secondo gli operatori, è il prossimo grande mercato che si apre, ma questa rivoluzione industriale è in corso quasi soltanto in Cina, come del resto sta accadendo anche per l’auto elettrica. Sulla stessa strada sono i Paesi scandinavi, che già da tempo praticano l’elettrificazione delle flotte, e in particolare la Norvegia, primo Paese europeo a varare una portacontainer elettrica a guida autonoma, la Yara Birkeland, con una capacità di 120 Teu, per trasportare merci lungo le rotte costiere. Da quest’anno, poi, nei fiordi norvegesi si può entrare solo con navi a zero emissioni, per cui tutte le flotte turistiche hanno dovuto riconvertirsi all’elettrico. Stesso discorso per Amsterdam, dove ormai possono entrare solo barche a propulsione elettrica.

Catl: batterie per gli oceani entro 3 anni

La Cina, però, è decisamente più avanti. L’emancipazione del settore marittimo dalle fonti fossili è fondamentale per gli obiettivi più ampi di Pechino in materia di decarbonizzazione e indipendenza energetica. Le batterie, particolarmente adatte alle operazioni di navigazione costiera, sono la prima alternativa all’olio combustibile pesante, mentre sul fronte della navigazione d’altura si studiano altre soluzioni, dall’ammoniaca all’idrogeno. L’adozione su larga scala di navi oceaniche elettriche non si è ancora concretizzata a causa della bassa densità energetica delle batterie attuali rispetto ai combustibili fossili, ma il più grande produttore di batterie al mondo, Catl, è convinto che “ci si arriverà nel giro di 3 anni”, come ha sostenuto la responsabile della sua divisione dedicata alle applicazioni marine, Su Yi, all’ultima fiera Marintec China.

La ricerca di soluzioni è diventata più urgente dopo che le catene di approvvigionamento energetico globale sono state scosse dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. L’obiettivo attuale, ha spiegato Su, è produrre batterie in grado di soddisfare requisiti “molto elevati” per l’impiego in ambito marittimo, tra cui una lunga durata delle celle e la sicurezza in condizioni di navigazione oceanica. «Non risparmieremo sforzi negli investimenti in ricerca e sviluppo, risorse umane e materiali per costruire la catena di approvvigionamento di questo settore», ha affermato Su, che quest’anno raddoppierà l’organico del suo team, per arrivare a 500 unità. Il colosso cinese - che controlla il 40% del mercato globale delle batterie per veicoli elettrici e il 30% dei grandi sistemi di accumulo - ha installato batterie su circa 900 navi, principalmente natanti operanti in prossimità della costa, nei porti o lungo i fiumi, e sta lavorando per espandere il suo modello di sostituzione delle batterie per gli operatori navali, un’iniziativa analoga alla rete stradale già attiva in Cina, che consente ai camion commerciali di sostituire le batterie durante i trasporti a lungo raggio. Sul Fiume Azzurro, solo nella provincia di Jiangsu (verso la foce), sono già operative oltre 5mila stazioni di ricarica elettrica per le navi. E alcune municipalità, come Guangzhou – uno dei principali poli cinesi per la cantieristica navale – hanno iniziato a offrire incentivi per determinate imbarcazioni alimentate a batteria.

Per un Paese come la Cina, dove il trasporto fluviale è un pilastro della logistica interna, ma anche una delle principali cause d’inquinamento delle acque, lo sforzo di elettrificazione del trasporto navale ha una sua logica. Lo stesso si potrebbe dire dell’Italia, che con ottomila chilometri di coste e vent’anni di chiacchiere sulle autostrade del mare, potrebbe invertire il trend di crescita del trasporto su gomma potenziando i trasporti via mare e decarbonizzarli facilmente riconvertendo all’elettrico gran parte delle sue flotte mercantili.

@elencomelli

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