Ciliegie come oro: ecco perché costano fino a 20 euro al chilo
I produttori di ciliegie si trovano a fronteggiare altissimi costi di coltivazione e raccolta
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Ciliegie, grandi assenti sulle tavole degli italiani in questa fine Primavera. Colpa dei prezzi alle stelle, che scoraggiano i consumi, alimentano una inevitabile discontinuità nelle forniture e impediscono alla stagione di decollare.
Eppure la campagna cerasicola è in corso, anche se è difficile accorgersene guardando gli scaffali di fruttivendoli e supermercati.
Ma cosa sta succedendo?
Bisogna puntare il focus sulla Puglia, la Regione più vocata alla produzione, alle prese con una tra le crisi più pesanti che abbiano mai investito il comparto. Lo spiega bene Massimiliano Del Core, presidente di Confagricoltura Bari-Bat: ““Due gelate notturne in fase di crescita delle gemme, otto giorni di pioggia in fase di fioritura, l’avvicendarsi di forti venti di scirocco e maestrale durante la fase di crescita e maturazione del frutto, hanno falcidiato la produzione nelle zone della Puglia storicamente più produttive, arrivando a portarla largamente al di sotto della soglia minima per la sostenibilità economica degli agricoltori”.
Così i produttori di ciliegie delle province di Bari e Bat - con gli oltre 16mila ettari coltivati, che da soli valgono il 30% della produzione nazionale - si trovano a fronteggiare altissimi costi di coltivazione e raccolta.








