Ciclismo, la nuova sfida epica tra Pogacar e Van Der Poel nella Classica di Primavera
La storica corsa ciclistica italiana si prepara a un duello mozzafiato tra i due campioni, mentre gli italiani inseguono un successo che manca dal 2018
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La Sanremo è la Sanremo, dicono con un sospiro i suoi incrollabili estimatori. Nonostante tutti i cambiamenti tecnologici e climatici, sociali e storici, e il veloce passaggio dai vecchi protagonisti ai nuovi fenomeni come Pogacar e Van Der Poel, la Classica di Primavera che si corre questo sabato 21 marzo con partenza da Pavia e arrivo a Sanremo in via Roma, resta una corsa speciale, quasi magica, forse senza neanche saperlo.
E’ incredibile come abbia mantenuto il suo appeal, la sua forza attrattiva, tanto che quando arriva questo periodo chi ama il ciclismo avverte un pizzicorio al cuore. Come se sentisse un segnale, un richiamo lontano che viene dalla sua stessa storia, dalle sue leggende, dai suoi vincitori che non sono mai figli di nessuno, ma sempre campioni di grande levatura, che non per caso arrivano primi a quel traguardo dopo quasi 300 chilometri che non finiscono mai.
Dovremmo parlare della sua storia, della sua prima edizione vinta nel 1907 da Lucien Petit-Breton , delle sette vittorie di Eddy Merckx, delle sei di Costante Girardengo e di quella indimenticabile, subito dopo la guerra, di Fausto Coppi che nel 1946 inflisse oltre 14 minuti al francese Lucien Tesseire mentre il radiocronista, il mitologico Nicolò Carosio, avvertiva gli ascoltatori che, nell’intervallo tra il primo e il secondo, “sarebbe stata trasmessa musica da ballo…”. Non dimenticando Michele Dancelli che nel 1970, spezzando 17 anni di dominio straniero, trionfò piangendo dopo una lunghissima fuga solitaria.
Pezzi di storia di quell’Italia del boom che porterà ai successi di Saronni (1983) e di Moser (1984), di Bugno (1990) e Chiappucci (1992), di Gabriel Colombo (1996). Fino al nuovo millennio con Mario Cipollini (2002), Paolo Bettini (2003), Alessandro Petacchi (2005) e Filippo Pozzato (2006). L’ultima vittoria di un italiano è quella nel 2018 di Vincenzo Nibali, l’ultimo nostro campione, abilissimo a prendere il volo sul Poggio e poi staccando tutti nella discesa prima del traguardo.
I superfavoriti
Ma questo è il passato, un bel passato luminoso che al momento però resta negli annali. Il presente è meno glorioso, dominato com’è dagli stranieri con l’eccezione di Filippo Ganna che con i suoi due secondi posti (2023 e 2025) è l’unico a tenere sul chi va là campioni come Van Der Poel, Pogacar, Van Aert e compagnia cantante. Sono loro i super favoriti. Con in primo piano lo straordinario duello tra Van Der Poel (già due volte primo) e il nuovo asso pigliatutto del ciclismo moderno, il campione del mondo Tadej Pogacar, che arriva a questo appuntamento con una voglia irresistibile di sfatare il tabù che finora gli ha impedito di vincere la Classicissima. Lo sloveno deve averne proprio una grande voglia perché ha ribadito che preferirebbe aggiudicarsi la Sanremo (e magari anche la Roubaix, l’altra classica che finora gli è sfuggita) piuttosto che conquistare il primato assoluto di sei Tour vinti (ora è a quattro).










