Innovazione

Cybersecurity, impennata di attacchi nel settore energetico

Report del Cybersecurity Competence Center di Maticmind: gli attacchi informatici aumentano, mutano, si politicizzano. E l’Italia è nel mirino

di Andrea Biondi

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Nel solo 2024, gli incidenti informatici nel settore energetico sono cresciuti del 40% rispetto all’anno precedente a livello global. E anche le previsioni per il 2025 parlano chiaro: è da mettere in conto un ulteriore +21% con un dato particolarmente significativo per l’Europa, che ormai riceve quasi il 60% degli attacchi globali.

Il nuovo report sulla cybersecurity nel settore energetico, realizzato dalla Business Unit CyberSecurity di Maticmind, fotografa un panorama in rapido peggioramento per le aziende dell’energia.

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Del resto la digitalizzazione delle reti elettriche o anche la diffusione di sensori IoT hanno ampliato la superficie d’attacco. Ogni componente connessa diventa una potenziale porta d’ingresso. E la cybercriminalità lo sa. Le vittime sono sia grandi operatori sia aziende di fornitura e distribuzione, spesso meno preparate. Le modalità d’ingresso? Credenziali rubate, accessi remoti non protetti, software non aggiornati.

In questo quadro a far tremare il settore non è solo la quantità, bensì la qualità. Per la prima volta, infatti, gli attacchi con motivazione politica o ideologica hanno superato quelli a scopo economico. Nel primo trimestre del 2025, il 58% degli incidenti cyber nel settore energetico è riconducibile a gruppi hacktivisti (quella forma ibrida di attivismo digitale).

Il 2025 segna una svolta netta nelle tecniche d’attacco: gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), quelli che impattano massicciamente sulle reti bloccandone il funzionamento, sono esplosi, in particolare in Italia dove si registra un +107% nei primi mesi dell’anno. Anche il ransomware però (malware che può bloccare l’accesso ai dati o al sistema di un utente, richiedendo un riscatto per ripristinare l’accesso) non dà tregua: +64% nel nostro Paese, con un incremento dell’80% a livello globale nel biennio 2023–2024.

Gruppi come LockBit, AlphV e Qilin si sono accaniti sulle infrastrutture energetiche, attirate dall’alto valore delle informazioni e dalla vulnerabilità dei sistemi Scada (sistemi informatici utilizzati per il controllo e il monitoraggio di processi industriali e infrastrutture) e IoT.

In parallelo, si registra un crollo apparente delle menzioni del settore energia sul dark web: -75% in un anno. Ma è solo un’illusione ottica. Secondo gli analisti, questo silenzio potrebbe mascherare un trasferimento verso forum chiusi e ambienti cifrati. L’Italia, in particolare, resta uno dei target più “citati” nei mercati neri digitali, soprattutto per la vendita di credenziali e accessi aziendali.

L’Europa sta reagendo. La direttiva NIS2, entrata in vigore da fine 2024, impone nuovi standard di sicurezza e obblighi stringenti di notifica: 72 ore per segnalare un attacco e sanzioni fino al 2% del fatturato per chi non è conforme. Il nuovo Network Code europeo sulla sicurezza delle reti elettriche spinge nella stessa direzione.

Ma la compliance non basta. Il problema, spiegano gli analisti di Maticmind, è anche strutturale. Nel report emerge con forza una verità scomoda: molte infrastrutture energetiche sono vecchie. Troppo vecchie. In alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, l’età media dei sistemi elettrici supera i 40 anni. Sistemi legacy, non progettati per reggere l’urto delle minacce moderne, rappresentano oggi la crepa più profonda nelle difese del settore.

La risposta? Il report invoca un cambio di paradigma: non basta più “difendersi”. «Occorre prevedere, prevenire, progettare in sicurezza e reagire in modo dinamico. L’approccio Zero Trust, la collaborazione pubblico-privato e una vera maturità organizzativa in ambito cyber sono le armi da affinare. Fondamentali sono anche piattaforme di “threat intelligence” capaci di integrare fonti interne, Osint e feed commerciali, per anticipare pattern anomali e comportamenti malevoli. E non dobbiamo dimenticare il ruolo dei “digital twin”, strumenti sempre più cruciali per testare in modo continuo le architetture digitali e individuare in anticipo i possibili vettori d’attacco in base alle criticità. Nel mondo interconnesso di oggi, l’energia non è più solo una questione di produzione e consumo. È geopolitica, è economia, è sicurezza nazionale. E mentre la tecnologia avanza, le minacce corrono più veloci. La sfida è ora: resistere non basta, bisogna essere pronti», commenta Pierguido Iezzi, Cyber Security Director di Maticmind..

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