Stati Uniti

Chris Kluwe, ex giocatore NFL, arrestato per paragonare il movimento MAGA di Trump al nazismo

L’ex giocatore di football Chris Kluwe arrestato in California per aver definito il movimento MAGA corrotto e nazista

di Biagio Simonetta

2' di lettura

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Chris Kluwe, ex punter dei Minnesota Vikings, è stato arrestato in California dopo aver protestato contro un omaggio al movimento MAGA, il famoso Make America Great Again che ha portato Donald Trump alla Casa Bianca e che è diventato stella polare dell’elettorato trumpiano in America.

Durante una riunione del consiglio comunale a Huntington Beach, Kluwe ha criticato la decisione di installare una targa in una biblioteca locale, definendo il movimento di Trump «profondamente corrotto» ed «esplicitamente nazista».

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«Maga – ha detto Kluwe - è un movimento nazista. Hanno semplicemente sostituito la svastica con un berretto rosso».

Dopo il suo intervento, ha intrapreso un’azione di disobbedienza civile pacifica, salendo sul palco, il che ha portato al suo arresto con l’accusa di interruzione di un’assemblea. È stato rilasciato dopo quattro ore di detenzione, ma il suo gesto sta facendo il giro del mondo.

Va detto che Kluwe è noto per il suo attivismo sociale. Durante la sua carriera nella NFL, ha sostenuto diverse cause in favore delle minoranze.

Tanto che ritiene di essere stato licenziato dai Minnesota Vikings, la sua vecchia squadra, a causa delle sue dichiarazioni a favore dei matrimoni tra le persone dello stesso sesso. Una storia che risale al 2013.

Stavolta, invece, l’arresto per aver accusato pubblicamente il movimento del presidente Trump di essere corrotto e nazista.

Dopo il rilascio, Kluwe ha parlato ai microfoni del giornale c

Steve Bannon accusato di aver fatto il saluto nazista

aliforniano Orange County Register, dove ha spiegato che la sua intenzione non era far cambiare idea al Consiglio. Ma far sì che le persone che guardano o vengono a conoscenza della questione capiscano che è abbastanza importante «da essere persino arrestati».

Un gesto che, unito alle proteste sparse per l’America contro Elon Musk, sembra un’altra pedina di un domino crescente di dissenso verso la nuova Casa Bianca.

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