Seppur spostata di qualche mese rispetto al calendario classico che la vedeva partire a maggio, il fatto che la Mille Miglia 2020, la più importante gara del mondo dedicata alle auto d’epoca, si sia tenuta comunque a ottobre è stato un ottimo segnale. Anche per Chopard.
Lo conferma Karl-Friedrich Scheuefele, co-presidente della maison di famiglia Chopard, che da anni è parte integrante della manifestazione in qualità di official partner, cronometrista e orologio ufficiale. «Per l’Italia è stato un momento positivo perché si tratta di un evento dalla grande tradizione. Per noi è stato molto importante mostrare la nostra bandiera in quella che è kermesse più bella del mondo tra quelle dedicate alle automobili». E che ha dato modo al brand di presentare una serie di nuovi orologi griffati Mille Miglia della collezione Classic Racing che «tra quelle in catalogo vale circa il 10% tra i modelli venduti, ma rappresenta il segmento entry level che per noi è molto strategico».
L’Europa e la seconda ondata
Restando nell’ambito dell’orologeria sportiva, nella connotazione più alta della categoria Sporty-chic, Chopard ha ampliato la proposta di Alpine Eagle, ultima famiglia lanciata a fine 2019, con il cronografo Alpine Eagle XL Chrono (tre versioni, due in acciaio lucent steel con quadrante blu o nero e una in acciaio e oro con quadrante nero): «Alpine Eagle ha venduto molto bene fin da subito e i modelli con cronografo hanno ricevuto una buona accoglienza - spiega Scheufele -. Sono sicuro che in un momento “normale” sarebbe stato un grandissimo bestseller perché rappresenta i nostri valori, anche in termini di sostenibilità (l’acciaio Lucent Steel e l’oro fairmined usati per questi orologi sono entrambi prodotti eticamente e certificati, ndr)». Nuovi modelli che portano quindi Scheufele a commentare l’andamento del business nel 2020 che «ovviamente ha sofferto rispetto al 2019, con risultati diversi a seconda della zona. Ad esempio in Europa la situazione è ancora difficoltosa, stava migliorando, ma con la seconda ondata della pandemia, le cose sono tornate difficili. In Cina, invece, il business è addirittura aumentato».
Il 2021 anno di transizione