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Chi vince e chi perde con i nuovi bonus casa

di Giuseppe Latour e Giovanni Parente

3' di lettura

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Corsa a incassare entro fine anno il 65% per l’installazione di una pompa di calore o di un sistema ibrido (pompa di calore e caldaia). Mentre chi ha in programma la sostituzione della caldaia a condensazione nella prima casa può stare tranquillo: la detrazione, stando al Ddl di Bilancio, verrà confermata al 50% anche nel 2025. Chi, invece, sta facendo lavori più importanti in ambito condominiale, come l’installazione di un cappotto termico, deve affrettarsi: anche per lui nel 2025 scatteranno tagli pesanti. A meno che i lavori non riguardino il rifacimento dell’ascensore: in quel caso il bonus per la rimozione di barriere architettoniche al 75% resterà intatto.

Il disegno di legge di Bilancio, attualmente in discussione alla Camera, disegna per il 2025 un taglio dei bonus casa, peraltro appesantito dai nuovi limiti alle detrazioni, anche questi previsti per il prossimo anno, dai 75mila euro di reddito in su. Il taglio, però, non sarà lineare e non riguarderà tutte le situazioni allo stesso modo. Andando ad analizzare i casi più frequenti di ristrutturazioni agevolate con i diversi sconti oggi disponibili, emerge che per qualcuno non ci saranno impatti, mentre in altri casi le riduzioni potranno essere molto pesanti. Bisognerà, allora, affrettarsi a pagare e fare i lavori.

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A questo proposito, va ricordato che, per tutte queste ristrutturazioni, vale il cosiddetto “principio di cassa”: in altre parole, per congelare lo sconto è necessario effettuare il bonifico parlante entro la fine dell’anno. Peraltro, la data da considerare sarà quella di ordine del pagamento e non di sua materiale esecuzione da parte della banca. Guardiamo, allora, chi ha maggiore convenienza ad affrettarsi.

Tenendo presente che il Ddl in fase di discussione parlamentare potrebbe cambiare e che, quindi, i numeri sono ancora fluidi. Anche se il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, pur aprendo a qualche limitata correzione a saldo zero, ha ribadito la volontà di tenere fermo uno dei principi chiave della manovra: la distinzione tra prime e seconde case.

Nel 2025 i bonus casa, con poche eccezioni, saranno tutti portati al livello unico del 50 per cento. Quindi, i primi a dover correre saranno coloro che hanno in programma lavori per i quali nel 2024 è prevista un’agevolazione più alta. Ad esempio, le pompe di calore e i sistemi ibridi, composti da pompa di calore e caldaia a condensazione, possono ancora ottenere il 65% fino alla fine dell’anno.

Ragionamento simile vale per lavori più incisivi, come la realizzazione di un cappotto termico in condominio, che attualmente arriva al 75% con l’ecobonus (e potrebbe anche incassare il superbonus al 70%). Per questi interventi, ovviamente, non c’è più il tempo di partire da zero, tra assemblea di condominio e tempi necessari a realizzare le opere; chi, però, ha cantieri avviati dovrebbe fare di tutto per completarli entro il 2024. Fa eccezione soltanto il superbonus. Per questi interventi è previsto il 65% anche nel 2025, purché al 15 ottobre scorso il cantiere fosse già attivo con la presentazione della Cila. Da citare anche il caso del rifacimento di giardini: oggi agevolato 36%, dal prossimo anno passerà a zero sconti.

L’altro fronte sul quale arriveranno tagli durissimi è, poi, quello delle seconde case. Per tutti i lavori su abitazioni diverse da quella di residenza, infatti, le aliquote torneranno al vecchio 36%, con poche eccezioni: quella più rilevante riguarda arredi ed elettrodomestici. Così, chi compra una cucina, anche in una seconda casa, nell’ambito di una ristrutturazione globale, avrà il bonus mobili al 50 per cento. Saranno, invece, colpite situazioni frequentissime nelle seconde case, come il rifacimento degli impianti idraulico o elettrico, lo spostamento di pareti interne, la sostituzione degli impianti di riscaldamento o l’installazione di tende da sole: passeranno tutti dal 50 al 36 per cento.

A conti fatti, al riparo ci saranno soprattutto i proprietari di prime case (con redditi sotto i 75mila euro). Per loro tutte le agevolazioni attualmente attestato al 50% restano intatte. I casi sono molti: ad esempio, l’installazione di una caldaia a condensazione, ma anche tutti i vari lavori di manutenzione straordinaria.

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