Chi sono i cacciatori di account X? Così rubano identità digitali e follower
Questi attacchi sono spesso gestiti in maniera automatica da sistemi messi a punto da criminali che cercano di raccogliere qualche soldo sfruttando nomi famosi
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Qualche giorno fa, dei criminali informatici hanno ottenuto l’accesso all’account su X (ex Twitter) del ministro della difesa Crosetto e l’hanno usato per postare due messaggi che puntavano, il primo, a ottenere donazioni in criptovaluta per il funerale di Giorgio Armani e, il secondo, a donazioni a supporto della popolazione di Gaza. Si fanno molte ipotesi sui chi abbia compiuto l’attacco, ma a giudicare da quanto dichiarato dallo stesso ministro, non sembrerebbe un attacco “ad personam” in quanto ha tutte le caratteristiche di un comune attacco di massa. Questi attacchi sono spesso gestiti in maniera automatica da sistemi messi a punto da criminali che cercano di raccogliere qualche soldo sfruttando nomi famosi per diffondere richieste di denaro per temi in apparenza nobili. In passato si sono visti moli casi di attacchi simili condotti contro account di persone famose e spaziano dal calciatore Mbappè a quello della SEC, passando per diversi attori e cantanti per arrivare fino a quello all’ex presidente degli USA Barak Obama (che però fu un attacco di alto profilo tecnico).
Gli account sui social network sono diventati, infatti, veri e propri strumenti con un valore economico, reputazionale e politico e quelli di X (l’ex Twitter) sono tra i bersagli preferiti degli hacker, da sfruttare per truffe, propaganda o rivendita nel mercato nero.
Ma come fanno a prendere possesso di account in teoria privati?
Le tecniche per sono diverse, a volte molto sofisticate, e colpiscono tanto i personaggi pubblici quanto le aziende e i semplici utenti.
Phishing classico in diverse salse, con aggiramento dell’autenticazione a più fattori
La truffa più diffusa resta quella del phishing tradizionale: un messaggio via mail o chat che imita la comunicazione ufficiale di X e avvisa, ad esempio, di una sospensione imminente dell’account. Cliccando sul link e inserendo le credenziali per “tenere l’account attivo” o “evitare la sospensione”, l’ignaro utente le invia a un sito fasullo, consegnandole nelle mani dei criminali.





