Chi sono i 13 nuovi direttori dei musei autonomi italiani
La scelta tra i 425 candidati è ricaduta su profili di casa del ministero, molti già dirigenti pubblici. Il contratto quadriennale prevede una retribuzione lorda annua per i tre direttori di I fascia di 145mila euro e per gli altri di II fascia di 79mila euro
di Marilena Pirrelli
9' di lettura
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Il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini ha annunciato i 13 nuovi direttori di musei, parchi archeologici e biblioteche selezionati da una commissione di altissimo livello scientifico presieduta dal direttore del Museo Egizio di Torino Christian Greco e composta dai direttori, Gabriele Finaldi della National Gallery di Londra, Miguel Falomir Faus del Museo Nacional del Prado di Madrid e da Caterina Bon di Valsassina e Madrisio, già Direttore generale Archeologia, belle arti e paesaggio e Maria Luisa Catoni, professore ordinario di archeologia e storia dell'arte antica nella Scuola IMT Alti studi di Lucca. Molti i nomi già noti nel MiBACT perchè professionisti già di casa al ministero e poche le presenze internazionali, tutti di navigata esperienza e in grado di portare nelle istituzioni una ventata di innovazione e forte motivazione in un periodo di difficile ripresa delle attività a causa del Covid e del distanziamento sociale.
La commissione ha valutato 425 candidati e dopo aver selezionato 10 profili per ogni istituto, cioè 130 candidature , è giunta alla selezione dei direttori dei 13 istituti culturali statali dotati di autonomia messi a bando con la procedura di selezione internazionale dello scorso gennaio per l’incarico a tempo determinato di quattro anni. “I musei italiani sono cambiati profondamente in questi anni fino a diventare un'eccellenza, un modello positivo e riconosciuto nel mondo perché a guidarli sono andate le persone giuste attraverso rigorose selezioni internazionali” ha spiegato il ministro che ha scelto i direttori dei tre musei di I fascia, cioè di livello dirigenziale generale: i Galleria Borghese, Museo Nazionale Romano, Vittoriano e Palazzo Venezia tra le terne di candidati individuati dalla Commissione per ogni singolo istituto; il Direttore Generale Musei, Massimo Osanna, ha scelto i direttori dei nove musei di II fascia (Galleria nazionale delle Marche, Museo archeologico nazionale di Cagliari, Museo nazionale d'Abruzzo, Museo nazionale di Matera, Palazzo Ducale di Mantova, Palazzo Reale di Napoli, Parco Archeologico di Ostia antica, Parco archeologico di Sibari, Pinacoteca Nazionale di Bologna) tra le terne di candidati individuati dalla Commissione e la Direttrice Generale Biblioteche, Paola Passarelli, ha scelto il direttore della Biblioteca e Complesso monumentale dei Girolamini tra quelli indicati dai super esperti. Le differenze circa l'autonomia e gli organi direttivi delle due fasce di direttori riguardano l'inquadramento nell'ambito della organizzazione del Ministero, con riflessi sui rapporti gerarchici e sul trattamento economico: la retribuzione annua lorda prevista per l'incarico di direttore dei musei uffici di livello dirigenziale generale è di 145.000 euro, più eventuale retribuzione di risultato, dipendente dalla valutazione annuale del direttore e dall'ammontare del fondo disponibile, per un massimo di 35.000 euro; mentre l’emolumento annuo lordo per l'incarico di direttore dei musei uffici di livello dirigenziale non generale è di 79.000 euro, più eventuale retribuzione di risultato per un massimo di 15.000 euro.
“Tredici importanti realtà del patrimonio culturale italiano - ha aggiunto Franceschini - hanno ora un direttore selezionato tra i massimi esperti internazionali, grazie all'accurato e scrupoloso lavoro di valutazione effettuato da una commissione di alto livello scientifico che ringrazio pubblicamente per il grande lavoro svolto in questi mesi. Un metodo innovativo che sta contribuendo con successo alla modernizzazione del sistema museale nazionale”. Vediamo di seguito chi sono i professionisti scelti e quali istituzioni dovranno guidare.
I nuovi direttori
Francesca Cappelletti è la nuova direttrice della Galleria Borghese. Professoressa ordinaria di Storia dell'Arte Moderna, membro del Comitato scientifico della Galleria Borghese, direttore scientifico della Fondazione Ermitage Italia. Di elevato livello scientifico formativo, vanta un'importante e pluriennale esperienza nella curatela di mostre in Italia e all'estero. Il Museo della Galleria Borghese custodisce ed espone in 20 sale affrescate una collezione di sculture, bassorilievi e mosaici antichi, nonché dipinti e sculture dal XV al XIX secolo. Tra i capolavori della raccolta, il cui primo e più importante nucleo risale al collezionismo del cardinale Scipione (1579-1633), nipote di Papa Paolo V, ci sono opere di Caravaggio, Raffaello, Tiziano, Correggio, Antonello da Messina, Giovanni Bellini e le sculture di Gian Lorenzo Bernini e del Canova.
Stéphane Verger è il nuovo direttore del Museo Nazionale Romano. Directeur d'études I classe all'Ecole Pratique des Hautes Etudes (Paris), membro del Consiglio scientifico del Musée du Louvre. Vanta una qualificata esperienza curatoriale e direttiva; una pluriennale e rilevante attività scientifica e formativa di elevata qualità, internazionalmente riconosciuta e svolta anche in Italia, nell'ambito dell'archeologia, delle culture antiche e della loro tradizione e presenza nelle culture post-antiche. Il Museo Nazionale Romano è articolato in quattro sedi: Palazzo Massimo, edificio ottocentesco in stile neorinascimentale che accoglie una delle più importanti collezioni di arte classica al mondo con sculture, affreschi, mosaici, monete e gioielli dall'età tardo-repubblicana a quella tardo-antica; le Terme di Diocleziano, il più grandioso impianto termale mai costruito a Roma; Palazzo Altemps, dimora rinascimentale che ospita capolavori assoluti di scultura antica appartenenti a famose collezioni nobiliari pervenute in proprietà statale; la Crypta Balbi, un isolato del centro storico di Roma, dove sorgeva un vasto portico annesso al teatro eretto da Lucio Cornelio Balbo nel 13 a.C., ora trasformato in un percorso di archeologia urbana dall'età classica al medioevo.


