Mutui e finanziamenti

Chi può fare causa se l’Euribor è manipolato

Ecco i primi pronunciamenti che tengono conto della storica decisione della Cassazione. Secondo il Tribunale di Trieste e di Olbia bisognerà effettuare il ricalcolo al tasso di legge

di Federica Pezzatti

(Adobe Stock)

4' di lettura

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A poche settimane di distanza dell’importantissima ordinanza della Cassazione che riguarda la nullità delle clausole contrattuali aventi come tasso di riferimento il tasso Euribor manipolato, arriva la prima ordinanza che tiene conto dell’orientamento della Suprema Corte. La Corte d’Appello di Trieste infatti ha applicato i principi espressi dalla già citata pronuncia della Cassazione (34889 del 13 dicembre 2023), relativamente alla nullità della clausola di determinazione del tasso del finanziamento, calcolato sulla base dell’Euribor oggetto dell’accordo di manipolazione come accertato dalla Commissione Antitrust europea.

Le decisioni di Trieste e di Olbia

Il Tribunale ha considerato la decisione dell’Antitrust Ue come prova privilegiata a supporto della domanda di nullità dei tassi manipolati e rideterminazione degli interessi, e ha disposto la nomina di un consulente tecnico (Ctu) a cui ha affidato il compito di ricalcolare le prestazioni di dare-avere tra le parti. In sostanza anche se la finanziaria italiana (nella causa in questione Alba leasing) non ha partecipato all’intesa illecita messa in campo da un gruppo di banche estere nel periodo (furono sanzionate Barclays, Deutsche Bank, Societe Generale e RBS, alle quali si sono aggiunte a seguito della decisione del 7/12/2016 JP Morgan, Hsbc e Crédit Agricole) viene comunque chiamata alla restituzione di eventuali importi eccedenti determinati dal Ctu.

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Come funziona il ricalcolo

Questo ricalcolo prevede l’applicazione del tasso legale, che in quegli anni era variabile tra il 2,5% e il 3 per cento. Un valore che, secondo i calcoli di chi ha portato avanti la causa (coadiuvato dal consulente tecnico Andrea Fontana), risulta più conveniente rispetto ai tassi contrattuali che negli anni in questione erano nell’ordine del 6%/7% (Euribor intorno al 5% a cui si aggiungeva uno spread variabile in base al contratto).

Udienza al 28 febbraio

La nomina del Ctu e l’udienza fissata a Trieste per il 28 febbraio 2024, rappresentano un passo significativo per chi è coinvolto (con un leasing, con un mutuo, fido o derivato), avendo la Suprema Corte allargato il campo a tutti i contratti agganciati all’indice manipolato. Secondo quanto ricostruito da Plus24, in realtà c’era già stato un precedente analogo che anticipava l’ordinanza della Cassazione di dicembre, presso il tribunale di Tempio Pausania (Olbia) dove, con l’ordinanza dell’8 novembre 2023 e su istanza del medesimo avvocato che ha ottenuto l’ordinanza di Trieste, il giudice Cecilia Marino aveva nominato un Ctu per il ricalcolo degli interessi su un finanziamento del Banco di Sardegna.

Cosa bisogna sapere

«Faccio notare che la domanda proposta nelle cause ove è chiesto di accertarsi la nullità del contratto per fare riferimento a valori euribor manipolati è “contrattuale” – spiega l’avvocato Andrea Sorgentone, che ha ottenuto le ordinanze di Trieste e di Olbia –. Pertanto l’attore “mutuatario” non deve quindi dimostrare che i tassi si siano alzati a seguito della manipolazione. Bisogna solo provare che sia avvenuto l’accordo di cartello sanzionato dalla Ue, che è da ritenersi provato mediante la produzione delle decisioni della Commissione Antistrust che hanno valore di prova privilegiata».

La decisione dell’Ue secretata fino al 2016

L’avvocato Sorgentone è stato il primo ad iniziare cause per la manipolazione dei tassi Euribor (a marzo del 2014) e anche il primo a chiedere alla Commissione Antitrust della Ue copia della decisione del 4/12/2013 in cui si sanzionavano le banche che avevano realizzato il cartello per condizionare l’Euribor. Un provvedimento che era stato addirittura secretato «potendo la sua divulgazione nuocere alla economia dei paesi della Ue», come indicato dalla stessa Commissione europea nella comunicazione di diniego di copia all’avvocato. Quanto al problema della eventuale prescrizione sollevato da alcuni avvocati nelle scorse settimane, secondo il legale, essa sarebbe di dieci anni e decorre, in caso di nullità parziale, dall’ultima rata del mutuo ed in ogni caso dal 14 novembre 2016 (data in cui è stata recapitata all’avvocato la decisione della Ue sull’Euribor manipolato che nel giorno stesso è stata anche resa pubblica), non potendosi prima azionare alcun diritto.

Verso cause che raggruppano più consumatori

C’è poi il tema costi legali da sostenere che in effetti in alcuni casi sono eccessivi rispetto al potenziale rimborso. «Per mutui da 100mila euro è anti-economico iniziare un giudizio, potendosi al massimo recuperare intorno ai 7mila euro – spiega Sorgentone –. Per questo sono state proposte, in collaborazione con altri legali e associazioni dei consumatori cause cumulative proposte ad un costo “equo” al fine di rendere accessibile la tutela legale di qualità a tutti». La causa individuale potrebbe avere senso invece dai 500mila euro in su in quanto il recupero potrebbe coprire i costi delle spese legali.

L’impatto e la platea interessata

Ma quale potrebbe essere l’impatto della decisione della Cassazione? Circolano diverse ipotesi. Secondo quanto calcolato da Gennaro Baccile (Sos utenti) per esempio il totale recuperabile solo per i mutui a tasso variabile varierebbe da 13,5 miliardi a 16 miliardi di euro. Si tratta di una cifra ottenuta applicando il recupero ottenuto in alcune cause ordinarie (6.937 euro su mutui da 100mila euro con durata 15 anni). L’ipotetico ricalcolo potrebbe valere anche su altri contratti indicizzati all’euribor tra il 29 settembre 2005 ed il 30 maggio 2008 (quindi leasing derivati aperture di credito in c/c). I contratti coinvolti sono, secondo i legali dei consumatori, quelli compresi tra il 1999 e il 30 maggio 2008 (avrebbe più senso farlo per quelli precedenti al 30 giugno 2007 altrimenti si recupera troppo poco) purché ancora attivi a febbraio 2014.

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