Lettere a Plus24

Che fare con gli Etf sulla Borsa russa congelati

Scrive uno dei tanti investitori che ha in portafoglio un titolo legato alle sorti del Paese che ha invaso l’Ucraina e che oggi è sotto embargo

a cura della redazione di Plus24

2' di lettura

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Ho nel deposito titoli della mia banca un Etf emesso da Hsbc sulla Borsa russa (Etf Hsbc Msci Russia capped ucits Usd, Isin:IE00b5ljzq16).
È sospeso dalle contrattazioni da una decina di giorni circa. Non riesco ad avere informazioni da nessuna parte. Sapreste indicarmi come agire?

Lettera firmata

Risponde MARCELLO RUBIU – Amministratore Unico di Norisk Scf

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I risparmiatori che si sono trovati esposti sul mercato russo sono giustamente in ebollizione considerato che i titoli sui cui hanno puntato sono diventati momentaneamente “non investibili”. Non è possibile nemmeno disinvestire, ovviamente. Questo comprende i singoli titoli e ovviamente anche gli Etf e i fondi focalizzati sul mercato russo oppure in prodotti in cui vi sia una netta predominanza di questa esposizione geografica come, per esempio, su alcuni prodotti focalizzati sui Paesi emergenti europei.

I titoli russi risultano non più negoziabili dal 2 marzo per gli investitori internazionali mentre l’operatività nella Borsa locale è totalmente distorta dagli interventi governativi: gli operatori esteri non possono vendere e il fondo sovrano ha indirizzato risorse per sostenere i valori di Borsa. I provider degli indici azionari e obbligazionari stanno rimuovendo i titoli russi dai vari benchmark internazionali.

L’indice MOEX, che fa prezzo in rubli, sta perdendo il 29% da inizio anno e, da quando ha riaperto le contrattazioni (24/3), il benchmark ha registrato un significativo recupero. Peraltro, anche il rublo ha ottenuto un forte rimbalzo. Il problema è che questi valori sono totalmente disancorati dalla realtà e quindi solamente quando il conflitto bellico si sarà risolto sarà possibile far riprendere le quotazioni in modo trasparente.Non bisogna dimenticare che anche le sanzioni esistenti condizionano l’uscita da questo investimento da parte dei risparmiatori.

Purtroppo, gli asset russi sono sostanzialmente congelati e divenuti non cedibili e, conseguentemente, i risparmiatori dovranno allungare in modo significativo l’orizzonte temporale auspicando che il contesto geopolitico migliori.Il timore è che la fine del conflitto non necessariamente comporterà la fine delle sanzioni e il ripristino della funzionalità dei mercati.

Non si può nemmeno escludere che qualche titolo russo, anche importante, possa fallire considerata la crisi economica e finanziaria che colpirà questo paese. Probabilmente solo un celere cambio di regime potrebbe essere in grado di far recuperare le quotazioni degli asset russi in quanto comporterebbe, probabilmente, anche la riduzione della pressione delle sanzioni.

Il peso dell’azionario russo negli indici azionari globali diversificati era molto contenuto (0,3%) e c’è da sperare che l’allocazione nei portafogli dei lettori non si discosti molto da quanto era rappresentato dai principali benchmark di investimento.

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